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Cos'è la Terapia Cognitivo Comportamentale

 

  SINTOMI

I disturbi d'ansia sono una complessa famiglia

di disturbi che si esprimono attraverso una serie di

sintomi i quali, se ben definiti, attraverso una corretta diagnosi,

permettono oltre che a dare un nome corretto alla manifestazione,

anche il giusto punto di inizio per la cura

 

SINTOMI

Sintomi della Fobia sociale

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Sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo

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Sintomi dell' Ipocondria

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SPIEGAZIONE COMPLETA DELL'ANSIA E DEI DISTURBI D'ANSIA

IL SIGNIFICATO DELL'ANSIA E SPIEGAZIONE DELLE CAUSE. QUALI SONO I SINTOMI DEI DISTURBI D'ANSIA, COME SI MANIFESTANO E QUALI SONO I RIMEDI.

 LA TERAPIA PER CURARE L'ANSIA E I FARMACI PER SEDARNE I SINTOMI

 

La prima sensazione che si prova quando si è ansiosi è paura, poi tensione e anche malessere fisico. Spesso si ha il ritmo cardiaco accelerato, palpitazioni, malessere, tremore, sudorazione secchezza delle fauci, dolore toracico, mal di testa, mal di stomaco, respirazione accelerata.
I sintomi fisici sono dovuti ai messaggi che il cervello invia nelle varie parti del corpo, questi messaggi nervosi tendono a far lavorare in modo accelerato il cuore, i polmoni e inoltre vengono rilasciati nel sangue anche gli ormoni che causano lo stress, cioè l’adrenalina che agisce sul cuore, sui muscoli e in altre parti del corpo causando i vari sintomi.
L’ansia in situazioni stressanti è normale e può anche essere utile poiché l’esplosione di adrenalina nel corpo e degli impulsi nervosi, possono aiutare a lottare.
L’ansia è anormale se:
- è spropositata rispetto alla situazione;
- persiste anche in situazioni non stressanti;
- sembra insensata.

ANSIA : QUALI SONO I DISTURBI D’ANSIA?
Esistono diversi disturbi in cui l’ansia fa da padrone. Uno dei più ricorrenti è il disturbo d’ansia generalizzato.


ANSIA : Cos’è il disturbo d’ansia generalizzato?
Le persone che ne soffrono sono sempre preoccupate, ansiose, tese e questa condizione persiste nel tempo; mentre i disturbi fisici che l’accompagnano possono anche essere intermittenti. L’ansia può spesso essere collegata a situazioni familiari, lavorative o comparire senza alcuna causa reale. Può essere difficile discernere tra persone ansiose per natura, ma che comunque conducono una vita normale, e persone affette dal disturbo d’ansia generalizzato. Di solito il disturbo causa angoscia e incide sulle attività quotidiane, inoltre si hanno alcuni sintomi:
- sensazione di irrequietezza, irritabilità, tensione muscolare;
- ci si affatica facilmente;
- difficoltà di concentrazione;
- si soffre di insonnia


Chi e quando viene colpito dal disturbo d’ansia generalizzato?
Una persona su 50 sviluppa questo disturbo ad un certo punto della vita e sono più colpite le donne rispetto agli uomini.


ANSIA : Quali sono le cause dell’insorgere del disturbo d’ansia?
La causa non è chiara esso si sviluppa spesso senza una causa apparente anche se sono diversi i fattori che giocano un ruolo importante. Ad esempio:
- il vostro patrimonio genetico può essere importante, infatti alcune persone tendono ad avere una personalità ansiosa perché l’hanno ereditata in famiglia;
- traumi infantili come l’abuso o la morte di un genitore che può procurare ansia nell’età adulta;
- uno stress importante come ad esempio una crisi in famiglia.
Inoltre anche persone affette da depressione o schizofrenia tendono a sviluppare un disturbo d’ansia generalizzato.


ANSIA : Come viene diagnosticata l'ansia
Di solito se i sintomi persistono per più di sei mesi è probabile che ci si trovi di fronte ad un disturbo d’ansia generalizzato, anche se spesso è difficile capire se si tratta di attacchi di panico, depressione o di una miscela di queste condizioni.
Alcuni dei sintomi fisici a volte sono causati anche da altri fattori come:
- bere molta caffeina;
- l’effetto collaterale di alcuni farmaci come gli antidepressivi;
- una ghiandola tiroidea iperattiva;
- -assunzione di droga;
- malattie cardiache che provocano palpitazioni, raramente;
- basso livello di zuccheri nel sangue, raramente;
- tumori che secernono troppa adrenalina o ormoni simili, raramente.


ANSIA : Qual è la prognosi nell'ansia?
Senza alcun trattamento il disturbo d’ansia generalizzato può persistere per tutta la vita, in certi casi in forma lieve in altri in maniera invalidante. La gravità dei sintomi può subire delle oscillazioni ad esempio diventano più acuti in situazioni stressanti come la perdita del lavoro o la separazione dal compagno.
Le persone affette dal disturbo spesso sono fumatori incalliti, che devono troppi alcolici o che assumono droghe, poiché tutte queste cose nel breve termine alleviano i sintomi dell’ansia. A lungo termine però la dipendenza da nicotina, alcool, droga, peggiora la situazione e condiziona pesantemente il livello generale di salute

.
ANSIA : Quali sono i possibili trattamenti nell'ansia?
La terapia cognitivo-comportamentale è la più efficace, infatti gli studi dimostrano che funzione per più della metà dei pazienti migliorando la qualità della vita e alleviando i sintomi.
La terapia cognitivo-comportamentale si basa sull’idea che sono alcuni pensieri che innescano alcuni problemi di salute mentale quali l’ansia. Il terapeuta aiuta a comprendere i modelli di pensieri in particolare aiuta ad individuare i pensieri dannosi e le false idee che creano ansia. L’obiettivo della terapia è di modificare il modo di pensare per evitare l’insorgere di queste false idee. La terapia si basa su sedute settimanali di circa un’ora ciascuna che dura diverse settimane. Il paziente dev’essere parte attiva della terapia e deve svolgere dei compiti a casa tra una seduta e l’altra. Il terapeuta può suggerire di tenere un diario settimanale in cui annotare i pensieri che si fanno quando insorge l’ansia. E’ necessario capire che la terapia cognitivo-comportamentale non indaga sugli eventi del passato, ma si basa sui processi di pensiero ricorrenti.
La consulenza si basa sulle abilità delle persone di risolvere i problemi d’ansia.
Alcuni pazienti preferiscono alla terapia individuale quella di gruppo, durante la quale imparano a rilassarsi, ad acquisire la capacità di risolvere i problemi e a lavorare in gruppo.
Si può anche seguire la strada dell’auto-aiuto, comprando libri, video per combattere lo stress. Si imparano così semplici tecniche di rilassamento, di respirazione profonda, che aiutano ad alleviare i sintomi dell’ansia.

 

ANSIA : LA CAUSA DELL'ANSIA

La causa della maggior parte dei disturbi d'ansia, anche se non è stata completamente compresa, è entrata nel vivo della ricerca scientifica da alcuni anni. Gli psicologi e gli psicoterapeuti dimostrano con i loro studi che la possibilità di sviluppare un disturbo d'ansia è spesso strettamente correlato al tipo di struttura di personalità del paziente creatosi in un particolare ambiente educativo e che fa rispondere cognitivamente (pensiero) e a livello comportamentale (azioni) in modalità tipiche.


In molti casi secondo alcuni studi sembra poter essere trovata anche una sorta di predisposizione genetica, tuttavia personalmente come psicoterapeuta (con una impostazione scientifica secondo il modello cognitivo-comportamentale) discutendo su questo, rigetto tale ipotesi e ripropongo che se è vero che l'educazione sia così importante nel nostro modo di essere, e che genitori o figure educative particolarmente apprensive, scrupolose, in poche parole tendenzialmente ansiose trasmettano in qualche modo il loro stile caricando in maggiore o minore misura il bambino o il ragazzo di tale ansia e insegnando implicitamente a prendere come cliché per il proprio stile di pensiero e azione quel modo di agire (per imitazione come in qualsiasi altro apprendimento da parte del bambino), allora sarà anche vero che probabilmente sarà un "tipo ansioso" come i suoi genitori e che con altrettanta probabilità trasmetterà lo stesso "stile ansioso" ai suoi figli.

Secondo questa tesi, quindi, una persona ansiosa, oltre che essere ansiosa, è allo stesso tempo -ansiogena-: cioè capace di costruirsi intorno un ambiente carico di tensione, e stimolare nelle persone intorno condotte simili alle sue .

Infatti, per rigettare ancora l'ipotesi genetica sottolineo anche come, sebbene esista tale credenza, la scienza non ha ancora saputo dare prove di questa ipotesi identificando e indicando dei geni “responsabili della trasmissione dell'ansia”_. Fino ad oggi non è stato possibile fornire la dimostrazione dell'esistenza di un preciso gene che presente nella mappa genetica indica il soggetto “ansioso” o, quantomeno, predisposto all'ansia.

E' facile accorgersi che le donne soffrono d'ansia maggiormente rispetto ai maschi. Esistono due studi che tentano in qualche modo di spiegarne il motivo: il primo è quello secondo cui responsabili di ciò siano alcune caratteristiche degli ormoni femminili; La seconda ricerca, invece, rivela, utilizzando dei test specifici, che le donne abbiano una suscettibilità maggiore rispetto agli eventi stressanti e che rispondano a questi con più allarme. Si può ritenere anche qui che molto possa essere rimandato principalmente ai fattori culturali che spesso sostengono, alimentano e spesso attendono nei soggetti di sesso femminile pensieri e condotte di apprensione maggiore rispetto alle situazioni reali.

 

ANSIA : LA CURA DELL'ANSIA


In molti studi, la terapia cognitivo comportamentale è risultata il miglior trattamento per i disturbi di attacchi di ansia e d'ansia. E’ particolarmente efficace per combattere gli attacchi di ansia, con un successo dell’80- 90% dei casi. La terapia ha due componenti: l’identificazione e l’evoluzione del pensiero dai modelli distorti che portan

o all’ansia (terapia cognitiva) e la desensibilizzazione dell’ansia attraverso l’esposizione alle situazioni temute (comportamento- terapia). L’importanza assegnata a ciascuno dei due aspetti dipende dalla natura del problema. Ad esempio, fobie specifiche, come paura delle altezze, sono trattate in modo efficace con la sola terapia cognitiva.; se invece, si ha agorafobia, allora bisogna lavorare per cambiare il modo di pensare e di esporsi alle situazioni che si temono.

 


Di seguito verranno illustrati alcuni dei principi, che vengono spesso utilizzati per aiutare le persone che soffrono di attacchi di ansia, in modo che possano acquisire la padronanza degli attacchi stessi.
Anche se gli attacchi di ansia sembrano usciti dal nulla, non sono altro che frutto del nostro pensiero. Solo quando vengono scissi nelle varie componenti si può raggiungere la padronanza su di loro. L’attacco di ansia non è che un senso d’ansia soffocante e un errore di interpretazione delle sensazioni, percepite come dannose. La convinzione che ci si trovi in pericolo non fa altro che aumentare i sintomi e la visione catastrofica degli eventi, tanto da creare un circolo vizioso tra sensazioni corporee, pensieri distorti e ansia che possono sfociare repentinamente in un attacco di ansia. Il vero problema è la convinzione errata che ci si trovi in pericolo di vita, non il ansia in se e per se, poiché questo è solo la manifestazione emotiva di tali pensieri. Quando si giunge a comprendere che queste credenze sono errate, arrivando ad un livello più profondo, allora, si è padroni del ansia.
A disposizione delle persone che soffrono di attacchi di ansia, c’è la ansia- terapia. Ovviamente il livello cambia da persona a persona a seconda della gravità del disturbo, ognuno troverà qualcosa che si adatti al problema. Gli operatori sanitari che trattano questi disturbi, sono convinti che ogni persona può giungere ad un totale recupero dai sintomi.
Il primo passo verso il recupero è una buona diagnosi, non si può risolvere un problema se non lo si conosce. Una volta che è stata fatta la diagnosi, il recupero è già in atto, anche se bisogna ricordare che è necessaria disciplina e dedizione perché si possa risolvere il problema.
Un popolare metodo di risoluzione del disturbo consta di 5 passi:
• Formazione: al fine di superare gli attacchi di ansia è necessario capire qual è la causa scatenante; spesso proprio la comprensione del problema è la chiave per la guarigione.
• Fisica: ci sono alcuni rimedi fisici quali rilassarsi, mantenere un certo grado di equilibrio durante l’attacco di ansia, fare aerobica, una dieta sana, un bagno caldo ed eventualmente aiutarsi con bevande rilassanti quali tisane e camomilla.
• Meditazione: questo include tutte le tecniche di rilassamento che sia meditazione, preghiera, tecniche visive.
• La terapia cognitivo comportamentale: l’unica forma di terapia che risulta veramente efficace per la cura di attacchi di ansia. La sua efficacia è ampiamente studiata da ricercatori universitari. La terapia cognitivo- comportamentale insegna il modo per gestire gli attacchi di ansia.
• Farmaci: trovare la giusta forma e dose del farmaco può aiutare a combattere il disturbo.
Questo programma ha spesso aiutato i pazienti a sentirsi meno debilitati dall’attacco di ansia, anche se lavorare con un professionista può rendere l’intero processo più facile e veloce nel successo



ANSIA : I farmaci usati nella cura dell'ansia


-Buspirone: è uno dei medicinali prescritto per il disturbo d’ansia generalizzato; è un ansiolitico che agisce sulla serotonina, una sostanza chimica cerebrale che può causare i sintomi dell’ansia. Perché risulti efficace sono necessarie almeno due settimane, si parte da un basso dosaggio e un buon piano terapeutico si basa sull’assunzione per almeno otto settimane. Se dopo questo lasso di tempo il farmaco risulta inefficace è necessario sospenderlo. Gli specialisti concordano nel dire che anche se assunto per un periodo di tempo prolungato non dà dipendenza. Alcuni soggetti riferiscono di effetti collaterali quali mal di testa e vertigini.
- farmaci beta-bloccanti come il propanololo: a volte vengono utilizzati per curare forme acute d’ansia temporanea. Possono provocare tremore ma non influenzano il sistema mentale.
- farmaci antidepressivi. Sono comunemente usati per curare la depressione, ma anche per ridurre i sintomi dell’ansia anche in assenza di depressione. Gli studi di settore dimostrano che gli antidepressivi alleviano i sintomi dell’ansia in almeno la metà delle persone che soffrono del disturbo d’ansia generalizzato. Essi agiscono interferendo con i neurotrasmettitori come la serotonina che può causare l’ansia. Gli antidepressivi necessitano almeno di 2-3 settimane per dare dei risultati, eco perché coloro, che sospendono la terapia dopo circa una settimana perché non vedono dei benefici, sbagliano, bisogna dare tempo al tempo.
Gli antidepressivi non sono dei tranquillanti e non danno, di solito, assuefazione. Ci sono vari tipi di antidepressivi, ognuno con i suoi pro e contro, ad esempio differiscono tra di loro per i possibili effetti collaterali. Tuttavia gli antidepressivi ( inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) sono quelli maggiormente usati per i disturbi d’ansia. Succede a volte che dopo due o tre giorni dall’inizio della terapia i sintomi dell’ansia aumentano per poi cominciare a diminuire.
- benzodiazepine come il diazepam: è uno dei farmaci più usati per i disturbi d’ansia perché ne allevia i sintomi. Il problema è che creano dipendenza e risultano inefficaci già dopo poche settimane, pertanto non vengono prescritti in condizioni d’ansia persistente. Possono anche dare sonnolenza.
- Hydroxyzina: è un antistaminico a volte usato per i disturbi d’ansia e dà sonnolenza.
- Combinazione di trattamenti: ad esempio la terapia cognitiva associata al buspirone può funzionare meglio di ciascun farmaco assunto da solo.

ANSIA : COS’E’ UN DISTURBO D’ANSIA?
Il disturbo d’ansia generalizzato colpisce circa il 5% della popolazione. Le persone che ne soffrono si preoccupano eccessivamente per eventi di vita quotidiana. Spesso è accompagnato da disturbi fisici come dolore ai muscoli e da sonnolenza.

ANSIA : COME RICONOSCERE IL DISTURBO D’ANSIA?
• Maria è una ragazza di 28 anni, che ha da poco iniziato a lavorare dopo aver conseguito la laurea, con ottimi voti. Maria vive con i suoi 2 gatti e la sua migliore amica. Si descrive come una persona da sempre ansiosa, alla quale tutti suggeriscono di non preoccuparsi così tanto per ogni cosa. Quando frequentava il liceo trovava difficile non preoccuparsi se era in orario per la lezione, se i suoi voti erano buoni, se faceva arrabbiare troppo i suoi genitori, che università avrebbe scelto e così via. Maria non riesce a controllare queste sue preoccupazioni, soprattutto quando a fine giornata si ritrova da sola e cerca di rilassarsi, sente dolori muscolari ed è facilmente irritabile. Maria non ricorda più l’ultima volta che è riuscita a rilassarsi, poiché si sente sempre tesa, come se stesse per accaderle qualcosa di brutto. Negli ultimi mesi ha avuto difficoltà a dormire, si sveglia di sobbalzo e non riesce più ad addormentarsi. I giorni in cui la sua preoccupazione arriva al culmine non riesce a concentrarsi sul lavoro e appare molto distratta. Si preoccupa del suo aspetto e chiede consiglio in famiglia, riesce consciamente a dire che ha un problema, ma non riesce a controllarsi e teme che nel futuro possa andare solo peggio.
• Michele è un uomo di 50 anni che vive con la moglie da 30 anni, ha 2 figli adulti e 5 nipoti. Michele inizia ad avere problemi d’ansia, già dopo pochi anni di matrimonio, quando con sua moglie hanno cominciato ad avere dei figli. Le sue più grandi preoccupazioni riguardavano i figli, il loro futuro, la sicurezza economica e la salute dei suoi genitori. Ora che i suoi figli sono adulti si preoccupa per i nipoti e perl la sua salute e quella di sua moglie. Queste preoccupazioni hanno inficiato la capacità di Michele di godersi la vita, si sente sempre inquieto e ha continuamente mal di collo a causa della tensione muscolare. Ha anche rifiutato degli avanzamenti di livello sul posto di lavoro, poiché in questo modo avrebbe avuto più responsabilità che non sarebbe riuscito a sostenere. Michele ha anche difficoltà a dormire, è ormai sonnifero-dipendente, i suoi familiari si lamentano perché non si ferma mai un momento, ma per lui questo è l’unico modo per non pensare… A volte quando pensa, ha paura che sia successo qualcosa di brutto ai suoi nipoti ed il pensiero è talmente sconvolgente che viene aggredito da un attacco di panico. Nell’ultimo periodo, dopo il divorzio della figlia, Michele ritiene che il livello d’ansia non solo sia aumentato in frequenza e intensità ma, che le sue preoccupazioni siano molto gravi. Dopo questi periodi prolungati d’ansia, si sente depresso per un’intera settimana e perde ogni tipo di interesse per le altre cose. Michele prova invidia verso tutti coloro che riescono a divertirsi e rilassarsi, si sente stretto in una morsa dalla quale non riesce ad uscire. Ha molta paura che l’ansia comporti gravi problemi di salute.


ANSIA : COSA SIGNIFICA AVERE PAURA?
Tutti i pensieri si concentrano sugli eventi negativi che potrebbero accadere, di solito si verificano quando ci si chiede “e se restassi bloccato nel traffico e arrivassi in ritardo a lavoro? Il mio capo potrebbe arrabbiarsi. E se perdessi il lavoro e non riuscissi a trovarne un altro? E se la mai famiglia mi considerasse una nullità?”.

ANSIA : COSA SUCCEDE SE LA PAURA DIVENTA INCONTROLLABILE?
L a paura diventa un problema quando diventa ogni giorno più eccessiva e incontrollabile, questo significa che il disturbo d’ansia generalizzato porta le persone a preoccuparsi troppo e a non riuscire a smettere. Alcune buone domande da porsi sono:

• Mi preoccupo più di quanto fanno gli altri?
• Le persone mi dicono che mi preoccupo troppo?
• Mi preoccupo anche se va tutto bene?
• Cerco di trovare un modo per non pensare che sono preoccupato?
• E’ difficile smettere di preoccuparmi una volta che comincio a farlo?

ANSIA : DI CHE COSA SI PREOCCUPANO LE PERSONE AFFETTE DA DISTURBO D’ANSIA?
La maggior parte delle persone hanno le stesse preoccupazioni solo che ciascuno si preoccupa in maniera e gradi diversi. Ci si preoccupa anche di cose meno importanti come essere in orario per un appuntamento, preoccuparsi per il lavoro o la scuola, per la famiglia, per il futuro…

ANSIA : QUALI SONO I SINTOMI FISICI DELL’ANSIA?
Il sintomo principale è la preoccupazione, ci si reca dal medico per raccontare il disagio fisico. Alcuni sintomi sono:
• Battito cardiaco accelerato, sudorazione, nausea;
• Irrequietezza;
• Irritabilità;
• Insonnia, ci si sveglia improvvisamente e non ci si riaddormenta più;
• Difficoltà a concentrarsi;
• Affaticabilità;
• Dolori muscolari.

COME SI SCOPRE DI SOFFRIRE DI ANSIA?
L’aspetto più comune e che un pensiero ansioso porta ad una serie di altri pensieri negativi, ad esempio: “Devo scrivere un rapporto di lavoro, cosa succede se lo sbaglio? Che cosa succede se il mio capo si arrabbia?” Questo tipo di preoccupazione ne porta altre del tipo: “E se non riesco a pagare le bollette? O il mutuo della casa? Cosa succede se non ho i soldi per provvedere alla mai famiglia?”.
E’ evidente che questo circolo vizioso può durare diverse ore.
Un altro aspetto del disturbo d’ansia generalizzato è quello incentrato sui possibili scenari: pensare a tutto ciò che potrebbe accadere nel futuro.
Per cercare di capire se si tratta d’ansia generalizzata, basta chiedersi per quanto tempo ci si è preoccupati su un determinato evento, infatti questo disturbo è considerato cronico, le persone che ne sono affette ne soffrono per un periodo prolungato di circa sei mesi.
Molte persone diranno di non ricordare da quanto tempo non sono preoccupate, diranno che tutto è cominciato dopo un periodo stressante.
Bisogna ricordare che nei momenti particolarmente stressanti è normale preoccuparsi, diventa preoccupante quando lo si fa per avvenimenti mai accaduti e per tempi prolungati.

ANSIA : COM’E’ LA VITA QUOTIDIANA DEI PAZIENTI CON ANSIA?
Molti sono perfezionisti, si assicurano che tutto sia stato svolto perfettamente, sembra che per loro sia impossibile vivere nell’incertezza. Si sentono in difetto se non sono sicuri al 100% di una cosa, cercano di essere sempre rassicurati, chiamano molte volte le persone care per verificare che stiano bene, si rifiutano di delegare ad altri delle commissioni, cercheranno di tenersi occupati per il maggior tempo possibile, il vero problema è che questa strategia è davvero faticosa da portare avanti. Spesso il disturbo si manifesta intorno agli 11-12 anni, oppure intorno ai 20 o 40 in questo caso tutto è scatenato da un momento di stress. Soffrire di questo disturbo è più comune per le donne, le recenti ricerche dimostrano che circa il 90% delle persone soffrono di depressione, disturbo d’ansia sociale, disturbo di panico e fobia specifica. Poiché mal soffrono l’incertezza queste persone eviteranno situazioni che non possono controllare .

 

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IL DIRETTORE

Dott. Pierpaolo Casto

 

Per Consulenza e Psicoterapia

Riceve a Casarano (Le)

per i paesi di Lecce,

Brindisi e Taranto

( Tel. 328. 9197451 )

 

 

 

 

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Decorso clinico dell'attacco di panico

La Terapia Cognitivo  Comportamentale per gli attacchi di panico

Relazione tra panico, ansia e depressione

Come l'ansia può diventare depressione

Relazione tra ansia e panico

Introduzione alla depressione

Relazione tra attacchi di panico e depressione

Relazione tra agorafobia e panico

Trattamento dell'agorafobia

I diversi tipi di ansia

Differenze diagnostiche per i disturbi di ansia

Riconoscere l’ansia

Fare diagnosi di ansia in modo appropriato

Cause dell’ansia

Stress e ansia

Base neurochimica dell’ansia

Alterazione dei neurotrasmettitori nell’ansia

Farmaci per l’ansia

Ansia e carattere

Cura.dell'ansia una volta per tutte

Capire l’ansia

Interventi sull’ansia

Modelli dell’ansia in terapia cognitiva

Spiegazione dell’ansia in terapia cognitiva

Riflessioni sull’ansia

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Attacchi di panico: introduzione

Come si manifesta l'attacco di panico

Come si riconosce l'attacco di panico 

Conseguenze del disturbo di panico

Come trattare il disturbo di panico

Quanto dura il trattamento

I pensieri del paziente con attacchi di panico

Esperienze di pazienti con attacchi di panico

Relazioni tra attacchi di panico e ansia sociale

Relazioni tra attacchi di panico e fobia sociale

Il paziente con attacchi di panico

Programma di trattamento per gli attacchi di panico

Possibili problemi all'inizio del trattamento

Ogni paziente è diverso dall'altro

La terapia cognitivo comportamentale

I sintomi dell'attacco di panico

Descrizione del disturbo di attacco di panico

Depressione

Depressione e attacchi di panico

Agorafobia

Trattamento dell'agorafobia

Sintomi e segni dell'agorafobia

Cause dell'agorafobia

Tipi di trattamento per l'agorafobia

Psicoeducazione

Diario dei sintomi

Riqualificazione della respirazione

Ristrutturazione cognitiva

Efficacia della terapia rispetto ai farmaci

Cos'è la Terapia Cognitivo Comportamentale

Farmaci e Psicoterapia

Statistiche e rischi del panico

Teorie biologiche del panico

La teoria dell'attacco

La teoria del falso allarme

Capire gli attacchi di panico

Desensibilizzazione sistematica

La tecnica dell'auto aiuto

Sfidare l'intollerabilità dell'incertezza

Imparare a rilassarsi

Consigli utili

 

SINTOMI DEI DISTURBI

Agorafobia

Attacchi di panico

Disturbo di panico

Disturbo post traumatico da stress

Fobia sociale

Fobia specifica

Disturbo d'ansia generalizzata

Disturbo ossessivo compulsivo

Disturbo d'ansia indotto da sostanze

Disturbo acuto da stress

Disturbo da dismorfismo corporeo

Ipocondria

Disturbo di somatizzazione

Disturbo di conversione

Disturbo algico

 

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Dott. Casto Pierpaolo  -  Psicologo e Psicoterapeuta  -  Specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

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