SPIEGAZIONE COMPLETA DELL'ANSIA
E DEI DISTURBI D'ANSIA
IL SIGNIFICATO
DELL'ANSIA E SPIEGAZIONE DELLE CAUSE. QUALI SONO I SINTOMI DEI DISTURBI D'ANSIA,
COME SI MANIFESTANO E QUALI SONO I RIMEDI.
LA TERAPIA PER
CURARE L'ANSIA E I FARMACI PER SEDARNE I SINTOMI
La prima sensazione che si prova quando si è ansiosi è paura, poi tensione
e anche malessere fisico. Spesso si ha il ritmo cardiaco accelerato,
palpitazioni, malessere, tremore, sudorazione secchezza delle fauci,
dolore toracico, mal di testa, mal di stomaco, respirazione accelerata.
I sintomi fisici sono dovuti ai messaggi che il cervello invia nelle varie
parti del corpo, questi messaggi nervosi tendono a far lavorare in modo
accelerato il cuore, i polmoni e inoltre vengono rilasciati nel sangue
anche gli ormoni che causano lo stress, cioè l’adrenalina che agisce sul
cuore, sui muscoli e in altre parti del corpo causando i vari sintomi.
L’ansia in situazioni stressanti è normale e può anche essere utile poiché
l’esplosione di adrenalina nel corpo e degli impulsi nervosi, possono
aiutare a lottare.
L’ansia è anormale se:
- è spropositata rispetto alla situazione;
- persiste anche in situazioni non stressanti;
- sembra insensata.
ANSIA : QUALI SONO I DISTURBI D’ANSIA?
Esistono diversi disturbi in cui l’ansia fa da padrone. Uno dei più
ricorrenti è il disturbo d’ansia generalizzato.
ANSIA : Cos’è il disturbo d’ansia generalizzato?
Le persone che ne soffrono sono sempre preoccupate, ansiose, tese e questa
condizione persiste nel tempo; mentre i disturbi fisici che l’accompagnano
possono anche essere intermittenti. L’ansia può spesso essere collega
ta a
situazioni familiari, lavorative o comparire senza alcuna causa reale. Può
essere difficile discernere tra persone ansiose per natura, ma che
comunque conducono una vita normale, e persone affette dal disturbo
d’ansia generalizzato. Di solito il disturbo causa angoscia e incide sulle
attività quotidiane, inoltre si hanno alcuni sintomi:
- sensazione di irrequietezza, irritabilità, tensione muscolare;
- ci si affatica facilmente;
- difficoltà di concentrazione;
- si soffre di insonnia
Chi e quando viene colpito dal disturbo d’ansia generalizzato?
Una persona su 50 sviluppa questo disturbo ad un certo punto della vita e
sono più colpite le donne rispetto agli uomini.
ANSIA : Quali sono le cause dell’insorgere del disturbo d’ansia?
La causa non è chiara esso si sviluppa spesso senza una causa apparente
anche se sono diversi i fattori che giocano un ruolo importante. Ad
esempio:
- il vostro patrimonio genetico può essere importante, infatti alcune
persone tendono ad avere una personalità ansiosa perché l’hanno ereditata
in famiglia;
- traumi infantili come l’abuso o la morte di un genitore che può
procurare ansia nell’età adulta;
- uno stress importante come ad esempio una crisi in famiglia.
Inoltre anche persone affette da depressione o schizofrenia tendono a
sviluppare un disturbo d’ansia generalizzato.
ANSIA : Come viene diagnosticata l'ansia
Di solito se i sintomi persistono per più di sei mesi è probabile che ci
si trovi di fronte ad un disturbo d’ansia generalizzato, anche se spesso è
difficile capire se si tratta di attacchi di panico, depressione o di una
miscela di queste condizioni.
Alcuni dei sintomi fisici a volte sono causati anche da altri fattori
come:
- bere molta caffeina;
- l’effetto collaterale di alcuni farmaci come gli antidepressivi;
- una ghiandola tiroidea iperattiva;
- -assunzione di droga;
- malattie cardiache che provocano palpitazioni, raramente;
- basso livello di zuccheri nel sangue, raramente;
- tumori che secernono troppa adrenalina o ormoni simili, raramente.
ANSIA : Qual è la prognosi nell'ansia?
Senza alcun trattamento il disturbo d’ansia generalizzato può persistere
per tutta la vita, in certi casi in forma lieve in altri in maniera
invalidante. La gravità dei sintomi può subire delle oscillazioni ad
esempio diventano più acuti in situazioni stressanti come la perdita del
lavoro o la separazione dal compagno.
Le persone affette dal disturbo spesso sono fumatori incalliti, che devono
troppi alcolici o che assumono droghe, poiché tutte queste cose nel breve
termine alleviano i sintomi dell’ansia. A lungo termine però la dipendenza
da nicotina, alcool, droga, peggiora la situazione e condiziona
pesantemente il livello generale di salute
.
ANSIA : Quali sono i possibili trattamenti nell'ansia?
La terapia cognitivo-comportamentale è la più efficace, infatti gli studi
dimostrano che funzione per più della metà dei pazienti migliorando la
qualità della vita e alleviando i sintomi.
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La terapia cognitivo-comportamentale si basa sull’idea che sono alcuni
pensieri che innescano alcuni problemi di salute mentale quali l’ansia. Il
terapeuta aiuta a comprendere i modelli di pensieri in particolare aiuta
ad individuare i pensieri dannosi e le false idee che creano ansia.
L’obiettivo della terapia è di modificare il modo di pensare per evitare
l’insorgere di queste false idee. La terapia si basa su sedute settimanali
di circa un’ora ciascuna che dura diverse settimane. Il paziente dev’essere
parte attiva della tera
pia e deve svolgere dei compiti a casa tra una
seduta e l’altra. Il terapeuta può suggerire di tenere un diario
settimanale in cui annotare i pensieri che si fanno quando insorge
l’ansia. E’ necessario capire che la terapia cognitivo-comportamentale non
indaga sugli eventi del passato, ma si basa sui processi di pensiero
ricorrenti.
La consulenza si basa sulle abilità delle persone di risolvere i problemi
d’ansia.
Alcuni pazienti preferiscono alla terapia individuale quella di gruppo,
durante la quale imparano a rilassarsi, ad acquisire la capacità di
risolvere i problemi e a lavorare in gruppo.
Si può anche seguire la strada dell’auto-aiuto, comprando libri, video per
combattere lo stress. Si imparano così semplici tecniche di rilassamento,
di respirazione profonda, che aiutano ad alleviare i sintomi dell’ansia.
ANSIA : LA CAUSA DELL'ANSIA
La causa della maggior parte dei disturbi d'ansia,
anche se non è stata completamente compresa, è entrata nel vivo della
ricerca scientifica da alcuni anni. Gli psicologi e gli
psicoterapeuti
dimostrano con i loro studi che la possibilità di sviluppare un disturbo
d'ansia è spesso strettamente correlato al tipo di struttura di
personalità del paziente creatosi in un particolare ambiente educativo e
che fa rispondere cognitivamente (pensiero) e a livello comportamentale
(azioni) in modalità tipiche.
In molti casi secondo alcuni studi sembra poter essere trovata anche una
sorta di predisposizione genetica, tuttavia personalmente come psicoterapeuta
(con una impostazione scientifica secondo il modello cognitivo-comportamentale) discutendo su questo, rigetto tale ipotesi e
ripropongo che se è vero che l'educazione sia così importante nel nostro
modo di essere, e che genitori o figure educative particolarmente
apprensive, scrupolose, in poche parole tendenzialmente ansiose
trasmettano in qualche modo il loro stile caricando in maggiore o minore
misura il bambino o il ragazzo di tale ansia e insegnando implicitamente a
prendere come cliché per il proprio stile di pensiero e azione quel modo
di agire (per imitazione come in qualsiasi altro apprendimento da parte
del bambino), allora sarà anche vero che probabilmente sarà un "tipo
ansioso" come i suoi genitori e che con altrettanta probabilità
trasmetterà lo stesso "stile ansioso" ai suoi figli.
Secondo questa tesi, quindi, una persona ansiosa, oltre che essere
ansiosa, è allo stesso tempo -ansiogena-: cioè capace di costruirsi
intorno un ambiente carico di tensione, e stimolare nelle persone intorno
condotte simili alle sue .
Infatti, per rigettare ancora l'ipotesi genetica sottolineo anche come,
sebbene esista tale cre
denza, la scienza non ha ancora saputo dare prove
di questa ipotesi identificando e indicando dei geni “responsabili della
trasmissione dell'ansia”_. Fino ad oggi non è stato possibile fornire la
dimostrazione dell'esistenza di un preciso gene che presente nella mappa
genetica indica il soggetto “ansioso” o, quantomeno, predisposto
all'ansia.
E' facile accorgersi che le donne soffrono d'ansia maggiormente rispetto
ai maschi. Esistono due studi che tentano in qualche modo di spiegarne il
motivo: il primo è quello secondo cui responsabili di ciò
siano alcune
caratteristiche degli ormoni femminili; La seconda ricerca, invece,
rivela, utilizzando
dei test specifici, che le donne abbiano una suscettibilità maggiore
rispetto agli eventi stressanti e che rispondano a questi con più allarme.
Si può ritenere anche qui che molto possa essere rimandato principalmente
ai fattori culturali che spesso sostengono, alimentano e spesso attendono
nei soggetti di sesso femminile pensieri e condotte di apprensione
maggiore rispetto alle situazioni reali.
ANSIA : LA CURA DELL'ANSIA
In molti studi, la terapia cognitivo comportamentale è risultata il
miglior trattamento per i disturbi di attacchi di ansia e d'ansia. E’
particolarmente efficace per combattere gli attacchi di ansia, con un
successo dell’80- 90% dei casi. La terapia ha due componenti:
l’identificazione e l’evoluzione del p
ensiero dai modelli distorti che portan
o all’ansia (terapia cognitiva) e la desensibilizzazione dell’ansia
attraverso l’esposizione alle situazioni temute (comportamento- terapia).
L’importanza assegnata a ciascuno dei due aspetti dipende dalla natura del
problema. Ad esempio, fobie specifiche, come paura delle altezze, sono
trattate in modo efficace con la sola terapia cognitiva.; se invece, si ha
agorafobia, allora bisogna lavorare per cambiare il modo di pensare e di
esporsi alle situazioni che si temono.

Di seguito verranno illustrati alcuni dei principi, che vengono spesso
utilizzati per aiutare le persone che soffrono di attacchi di ansia, in
modo che possano acquisire la padronanza degli attacchi stessi.
Anche se gli attacchi di ansia sembrano usciti dal nulla, non sono altro
che frutto del nostro pensiero. Solo quando vengono scissi nelle varie
componenti si può raggiungere la padronanza su di loro. L’attacco di ansia
non è che un senso d’ansia soffocante e un errore di interpretazione delle
sensazioni, percepite come dannose. La convinzione che ci si trovi in
pericolo non fa altro che aumentare i sintomi e la visione catastrofica
degli eventi, tanto da creare un circolo vizioso tra sensazioni corporee,
pensieri distorti e ansia che possono sfociare repentinamente in un
attacco di ansia. Il vero problema è la convinzione errata che ci si trovi
in pericolo di vita, non il ansia in se e per se, poiché questo è solo la
manifestazione emotiva di tali pensieri. Quando si giunge a comprendere
che queste credenze sono errate, arrivando ad un livello più profondo,
allora, si è padroni del ansia..jpeg)
A disposizione delle persone che soffrono di attacchi di ansia, c’è la
ansia- terapia. Ovviamente il livello cambia da persona a persona a
seconda della gravità del disturbo, ognuno troverà qualcosa che si adatti
al problema. Gli operatori sanitari che trattano questi disturbi, sono
convinti che ogni persona può giungere ad un totale recupero dai sintomi.
Il primo passo verso il recupero è una buona diagnosi, non si può
risolvere un problema se non lo si conosce. Una volta che è stata fatta la
diagnosi, il recupero è già in atto, anche se bisogna ricordare che è
necessaria disciplina e dedizione perché si possa risolvere il problema.
Un popolare metodo di risoluzione del disturbo consta di 5 passi:
• Formazione: al fine di superare gli attacchi di ansia è necessario
capire qual è la causa scatenante; spesso proprio la comprensione del
problema è la chiave per la guarigione.
• Fisica: ci sono alcuni rimedi fisici quali rilassarsi, mantenere un
certo grado di equilibrio durante l’attacco di ansia, fare aerobica, una
dieta sana, un bagno caldo ed eventualmente aiutarsi con bevande
rilassanti quali tisane e camomilla.
• Meditazione: questo include tutte le tecniche di rilassamento che sia
meditazione, preghiera, tecniche visive.
• La terapia cognitivo comportamentale: l’unica forma di terapia
che
risulta veramente efficace per la cura di attacchi di ansia. La sua
efficacia è ampiamente studiata da ricercatori universitari. La terapia
cognitivo- comportamentale insegna il modo per gestire gli attacchi di
ansia.
• Farmaci: trovare la giusta forma e dose del farmaco può aiutare a
combattere il disturbo.
Questo programma ha spesso aiutato i pazienti a sentirsi meno debilitati
dall’attacco di ansia, anche se lavorare con un professionista può rendere
l’intero processo più facile e veloce nel successo
ANSIA : I farmaci usati nella cura dell'ansia
-Buspirone: è uno dei medicinali prescritto per il disturbo d’ansia
generalizzato; è un ansiolitico che agisce sulla serotonina, una sostanza
chimica cerebrale che può causare i sintomi dell’ansia. Perché risulti
efficace sono necessarie almeno due settimane, si parte da un basso
dosaggio e un buon piano terapeutico si basa sull’assunzione per almeno
otto settimane. Se dopo questo lasso di tempo il farmaco risulta
inefficace è necessario sospenderlo. Gli specialisti concordano nel dire
che anche se assunto per un periodo di tempo prolungato non dà dipendenza.
Alcuni soggetti riferiscono di effetti collaterali quali mal di testa e
vertigini.
- farmaci beta-bloccanti come il propanololo: a volte vengono utilizzati
per curare forme acute d’ansia temporanea. Possono provocare tremore ma
non influenzano il sistema mentale.
- farmaci antidepressivi. Sono comunemente usati per curare la
depressione, ma anche per ridurre i sintomi dell’ansia anche in assenza di
depressione. Gli studi di settore dimostrano che gli antidepressivi
alleviano i sintomi dell’ansia in almeno la metà delle persone che
soffrono del disturbo d’ansia generalizzato. Essi agiscono interferendo
con i neurotrasmettitori come la serotonina che può causare l’ansia. Gli
antidepressivi necessitano almeno di 2-3 settimane per dare dei risultati,
eco perché coloro, che sospendono la terapia dopo circa una settimana
perché non vedono dei benefici, sbagliano, bisogna dare tempo al tempo.
Gli antidepressivi non sono dei tranquillanti e non danno, di solito,
assuefazione. Ci sono vari tipi di antidepressivi, ognuno con i suoi pro e
contro, ad esempio differiscono tra di loro per i possibili effetti
collaterali. Tuttavia gli antidepressivi ( inibitori selettivi della
ricaptazione della serotonina) sono quelli maggiormente usati per i
disturbi d’ansia. Succede a volte che dopo due o tre giorni dall’inizio
della terapia i sintomi dell’ansia aumentano per poi cominciare a
diminuire.
- benzodiazepine come il diazepam: è uno dei farmaci più usati per i
disturbi d’ansia perché ne allevia i sintomi. Il problema è che creano
dipendenza e risultano inefficaci già dopo poche settimane, pertanto non
vengono prescritti in condizioni d’ansia persistente. Possono anche dare
sonnolenza.
- Hydroxyzina: è un antistaminico a volte usato per i disturbi d’ansia e
dà sonnolenza.
- Combinazione di trattamenti: ad esempio la terapia cognitiva associata
al buspirone può funzionare meglio di ciascun farmaco assunto da solo.
ANSIA : COS’E’ UN DISTURBO D’ANSIA?
Il disturbo d’ansia generalizzato colpisce circa il 5% della popolazione.
Le persone che ne soffrono si preoccupano eccessivamente per eventi di
vita quotidiana. Spesso è accompagnato da disturbi fisici come dolore ai
muscoli e da sonnolenza.
ANSIA : COME RICONOSCERE IL DISTURBO D’ANSIA?
• Maria è una ragazza di 28 anni, che ha da poco iniziato a lavorare dopo
aver conseguito la laurea, con ottimi voti. Maria vive con i suoi 2 gatti
e la sua migliore amica. Si descrive come una persona da sempre ansiosa,
alla quale tutti suggeriscono di non preoccuparsi così tanto per ogni
cosa. Quando frequentava il liceo trovava difficile non preoccuparsi se
era in orario per la lezione, se i suoi voti erano buoni, se faceva
arrabbiare troppo i suoi genitori, che università avrebbe scelto e così
via. Maria non riesce a controllare queste sue preoccupazioni, soprattutto
quando a fine giornata si ritrova da sola e cerca di rilassarsi, sente
dolori muscolari ed è facilmente irritabile. Maria non ricorda più
l’ultima volta che è riuscita a rilassarsi, poiché si sente sempre tesa,
come se stesse per accaderle qualcosa di brutto. Negli ultimi mesi ha
avuto difficoltà a dormire, si sveglia di sobbalzo e non riesce più ad
addormentarsi. I giorni in cui la sua preoccupazione arriva al culmine non
riesce a concentrarsi sul lavoro e appare molto distratta. Si preoccupa
del suo aspetto e chiede consiglio in famiglia, riesce consciamente a dire
che ha un problema, ma non riesce a controllarsi e teme che nel futuro
possa andare solo peggio.
• Michele è un uomo di 50 anni che vive con la moglie da 30 anni, ha 2
figli adulti e 5 nipoti. Michele inizia ad avere problemi d’ansia, già
dopo pochi anni di matrimonio, quando con sua moglie hanno cominciato ad
avere dei figli. Le sue più grandi preoccupazioni riguardavano i figli, il
loro futuro, la sicurezza economica e la salute dei suoi genitori. Ora che
i suoi figli sono adulti si preoccupa per i nipoti e perl la sua salute e
quella di sua moglie. Queste preoccupazioni hanno inficiato la capacità di
Michele di godersi la vita, si sente sempre inquieto e ha continuamente
mal di collo a causa della tensione muscolare. Ha anche rifiutato degli
avanzamenti di livello sul posto di lavoro, poiché in questo modo avrebbe
avuto più responsabilità che non sarebbe riuscito a sostenere. Michele ha
anche difficoltà a dormire, è ormai sonnifero-dipendente, i suoi familiari
si lamentano perché non si ferma mai un momento, ma per lui questo è
l’unico modo per non pensare… A volte quando pensa, ha paura che sia
successo qualcosa di brutto ai suoi nipoti ed il pensiero è talmente
sconvolgente che viene aggredito da un attacco di panico. Nell’ultimo
periodo, dopo il divorzio della figlia, Michele ritiene che il livello
d’ansia non solo sia aumentato in frequenza e intensità ma, che le sue
preoccupazioni siano molto gravi. Dopo questi periodi prolungati d’ansia,
si sente depresso per un’intera settimana e perde ogni tipo di interesse
per le altre cose. Michele prova invidia verso tutti coloro che riescono a
divertirsi e rilassarsi, si sente stretto in una morsa dalla quale non
riesce ad uscire. Ha molta paura che l’ansia comporti gravi problemi di
salute.
ANSIA : COSA SIGNIFICA AVERE PAURA?
Tutti i pensieri si concentrano sugli eventi negativi che potrebbero
accadere, di solito si verificano quando ci si chiede “e se restassi
bloccato nel traffico e arrivassi in ritardo a lavoro? Il mio capo
potrebbe arrabbiarsi. E se perdessi il lavoro e non riuscissi a trovarne
un altro? E se la mai famiglia mi considerasse una nullità?”.
ANSIA : COSA SUCCEDE SE LA PAURA DIVENTA INCONTROLLABILE?
L a paura diventa un problema quando diventa ogni giorno più eccessiva e
incontrollabile, questo significa che il disturbo d’ansia generalizzato
porta le persone a preoccuparsi troppo e a non riuscire a smettere. Alcune
buone domande da porsi sono:
• Mi preoccupo più di quanto fanno gli altri?
• Le persone mi dicono che mi preoccupo troppo?
• Mi preoccupo anche se va tutto bene?
• Cerco di trovare un modo per non pensare che sono preoccupato?
• E’ difficile smettere di preoccuparmi una volta che comincio a farlo?
ANSIA : DI CHE COSA SI PREOCCUPANO LE PERSONE AFFETTE DA DISTURBO D’ANSIA?
La maggior parte delle persone hanno le stesse preoccupazioni solo che
ciascuno si preoccupa in maniera e gradi diversi. Ci si preoccupa anche di
cose meno importanti come essere in orario per un appuntamento,
preoccuparsi per il lavoro o la scuola, per la famiglia, per il futuro…
ANSIA : QUALI SONO I SINTOMI FISICI DELL’ANSIA?
Il sintomo principale è la preoccupazione, ci si reca dal medico per
raccontare il disagio fisico. Alcuni sintomi sono:
• Battito cardiaco accelerato, sudorazione, nausea;
• Irrequietezza;
• Irritabilità;
• Insonnia, ci si sveglia improvvisamente e non ci si riaddormenta più;
• Difficoltà a concentrarsi;
• Affaticabilità;
• Dolori muscolari.
COME SI SCOPRE DI SOFFRIRE DI ANSIA?
L’aspetto più comune e che un pensiero ansioso porta ad una serie di altri
pensieri negativi, ad esempio: “Devo scrivere un rapporto di lavoro, cosa
succede se lo sbaglio? Che cosa succede se il mio capo si arrabbia?”
Questo tipo di preoccupazione ne porta altre del tipo: “E se non riesco a
pagare le bollette? O il mutuo della casa? Cosa succede se non ho i soldi
per provvedere alla mai famiglia?”.
E’ evidente che questo circolo vizioso può durare diverse ore.
Un altro aspetto del disturbo d’ansia generalizzato è quello incentrato
sui possibili scenari: pensare a tutto ciò che potrebbe accadere nel
futuro.
Per cercare di capire se si tratta d’ansia generalizzata, basta chiedersi
per quanto tempo ci si è preoccupati su un determinato evento, infatti
questo disturbo è considerato cronico, le persone che ne sono affette ne
soffrono per un periodo prolungato di circa sei mesi.
Molte persone diranno di non ricordare da quanto tempo non sono
preoccupate, diranno che tutto è cominciato dopo un periodo stressante.
Bisogna ricordare che nei momenti particolarmente stressanti è normale
preoccuparsi, diventa preoccupante quando lo si fa per avvenimenti mai
accaduti e per tempi prolungati.
ANSIA :
COM’E’ LA VITA QUOTIDIANA DEI PAZIENTI CON ANSIA?
Molti sono perfezionisti, si assicurano che tutto sia stato svolto
perfettamente, sembra che per loro sia impossibile vivere nell’incertezza.
Si sentono in difetto se non sono sicuri al 100% di una cosa, cercano di
essere sempre rassicurati, chiamano molte volte le persone care per
verificare che stiano bene, si rifiutano di delegare ad altri delle
commissioni, cercheranno di tenersi occupati per il maggior tempo
possibile, il vero problema è che questa strategia è davvero
faticosa da
portare avanti. Spesso il disturbo si manifesta intorno agli 11-12 anni,
oppure intorno ai 20 o 40 in questo caso tutto è scatenato da un momento
di stress. Soffrire di questo disturbo è più comune per le donne, le
recenti ricerche dimostrano che circa il 90% delle persone soffrono di
depressione, disturbo d’ansia sociale, disturbo di panico e fobia
specifica. Poiché mal soffrono l’incertezza queste persone eviteranno
situazioni che non possono controllare .