Curare con i farmaci per gli attacchi di panico: Quali farmaci usare

curare con i farmaci gli attacchi di panico

CURARE CON I FARMACI GLI ATTACCHI DI PANICO: QUALI FARMACI USARE

Benzodiazepine

sono efficaci per la terapia acuta e il trattamento del disturbo di panico. L’efficacia non è probabilmente limitata a questi due potenti farmaci e tutte le benzodiazepine possono essere efficaci in dosi sufficientemente elevate. Questi farmci devono essere presi continuamente, ma l’insorgenza dell’attacco di panico è di solito così veloce che raggiunge il picco prima che una dose acuta di una benzodiazepina possa fare effetto. Come risultato, vi è il rischio di problemi come sedazione, interazione con altri sedativi e effetti cognitivi, che spesso compromettono la capacità di beneficiare di una terapia psicologica. In parte, la riduzione dell’ efficacia della terapia psicologica causata da benzodiazepine, può essere di riduzione nella motivazione. Al termine di un ciclo di terapia, quando la benzodiazepina viene ridotta, in genere dopo alcuni mesi, circa un terzo dei pazienti ha difficoltà a sospendere i farmaci. Pertanto la dose deve essere diminuita gradualmente nell’arco di un periodo che va da sei mesi a un anno. Nonostante le grosse limitazioni delle benzodiazepine, esse sono unicamente efficaci per il controllo del disturbo di panico e l’ agorafobia.

La dose di benzodiazepina per controllare l’agorafobia è tipicamente superiore a quella usata per controllare l’ attacco di panico. Le dosi di Ativan consigliate per il controllo di panico sono di 4 mg al giorno rispetto ai 6 mg al giorno consigliati per l’agorafobia.

Antidepressivi

Diversi antidepressivi sono stati utilizzati per il trattamento del disturbo di panico; come con la depressione, e, a differenza del trattamento con benzodiazepine, è consigliato un trattamento di 2-4 settimane o 6-8 settimane con un antidepressivo per avere una prima riduzione della frequenza o della gravità degli attacchi di panico. Il tasso di risposta agli antidepressivi varia dal 60-90%; circa il 10-40% dei pazienti avrà bisogno di passare a un altro farmaco a causa della mancanza di benefici. Qualora non vi fosse alcuna risposta al farmaco dopo 6-8 settimane la dose deve essere lentamente ridotta, e bisognerà prescrivere un farmaco alternativo.

Il trattamento con antidepressivi deve essere continuato per un minimo di sei mesi. Un periodo esteso senza attacchi di panico dà al paziente la fiducia necessaria per avviare nuove attività e tornare a un normale equilibrio.

Gli antidepressivi dovrebbero essere gradualmente ridotti prima di sospenderli definitivamente. Questo richiede in genere 2-4 settimane, o un periodo più lungo se si vuole raggiungere un risultato migliore di riduzione degli effetti da sospensione.

Gli antidepressivi triciclici

Imipramina e la clomipramina sono stati ampiamente studiati nel trattamento del disturbo di panico. Entrambi sono efficaci ma scarsamente tollerati, perciò questo preclude in generale il loro uso in pazienti con disturbo di panico.

Inibitori della monoamino-ossidasi (MAO)

Gli irreversibili inibitori non selettivi della monoamino ossidasi A e B sono efficaci, il trattamento con fenelzina forse è più efficace per il disturbo di panico. A parte il rischio di interazioni dietetiche, questi farmaci non sono ben tollerati quando somministrati in una dose elevata. La dose raccomandata di fenelzina nel trattamento del disturbo di panico è di circa 1 mg / kg / die.

Nuovi antidepressivi

Tutti i nuovi antidepressivi sono probabilmente efficaci nel trattamento del disturbo di panico. La loro efficacia sembra verificarsi anche in assenza di malattie coesistenti o depressione concomitante. Per alcuni nuovi antidepressivi ci sono ampi dati di ricerca. La paroxetina è stata approvata per il trattamento del disturbo di panico e la prevenzione delle recidive; la Sertralina è anche approvata per il disturbo di panico. Come per gli antidepressivi triciclici e i MAO, la dose iniziale deve essere bassa e poi gradualmente aumentata in quanto questi pazienti sembrano sperimentare effetti più negativi quando iniziano il trattamento. La dose terapeutica finale che è richiesta per il trattamento del disturbo di panico è tipicamente superiore alla dose per il trattamento della depressione. Ad esempio, una dose di paroxetina con antidepressivo comune è di 20 mg / giorno, mentre la dose è di 40 mg / giorno o più per il disturbo di panico. Durante il trattamento dell’agorafobia con antidepressivi , come con le benzodiazepine, alcuni pazienti hanno bisogno di una dose più alta rispetto a quelli con solo disturbo di panico.

Sommario

Quando un paziente si presenta con disturbo di panico, è importante accertare che non si tratta semplicemente di un attacco isolato di panico, o le conseguenze di comportamenti disadattivi, o stress circoscritto. Una breve consulenza e alcuni cambiamenti nello stile di vita possono migliorare tali situazioni. Se si tratta di disturbo di panico, con o senza agorafobia, si può essere aiutati con la terapia cognitivo-comportamentale.

Se i sintomi sono più marcati, se il paziente non è in grado di affrontare la terapia cognitivo-comportamentale, o se il miglioramento è inadeguato con l’approccio psicologico da solo, i farmaci possono essere molto utili. I farmaci possono essere utili anche quando non c’è un accesso immediato alla terapia cognitivo-comportamentale. Per un sollievo immediato, le benzodiazepine possono essere efficaci, anche se possono avere conseguenze negative a lungo termine. In generale, uno dei nuovi antidepressivi è più appropriato. C’è poco merito nel combinare una benzodiazepina con un antidepressivo per questi pazienti, questo perché il disturbo di panico è di solito uno stato di lunga data, il tempo necessario per rispondere all’ antidepressivo è relativamente breve, e le potenziali conseguenze negative delle benzodiazepine sono notevoli. Dopo una prima risposta ci si aspetta che la maggior parte dei pazienti sottoposti a terapia farmacologica possano continuare il trattamento per 6-12 mesi di solito in combinazione con la terapia cognitivo-comportamentale.

Se un paziente non risponde, la sua diagnosi e le considerazioni date dalla visita specialistica, dovrebbero essere riviste. Un rinvio allo specialista può essere indicato anche per coloro che sono gravemente inabili per il disturbo di panico.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Viale Mazzini, 76 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 © 2016 Frontier Theme