Esperienze di pazienti con attacchi di panico

ANNA, 37 ANNI, LIBERA PROFESSIONISTA

  1. “ho trascorso gran parte degli ultimi undici anni della mia vita in ospedali e stanze di pronto soccorso, dopo accurate visite la risposta era sempre la stessa: a livello fisico era tutto normale il problema era nella mia testa, mi si diceva che avevo una fervida immaginazione. Dopo aver letto vari opuscoli informativi mi sono resa conto che il mio problema ha un nome: panico; sono rimasta sconcertata perché i sintomi che sentivo erano proprio quelli descritti e perché ho realizzato che ci sono molte persone che soffrono del mio stesso disturbo. Il problema è che continuo a sentire dolori a livello fisico, ora, sono io a sentirli o anche gli altri malati si sentono come me?”

La signora sopra citata, non è assolutamente pazza, anzi la condizione che vive è normalissima, molte persone che soffrono di attacchi di panico convivono con le stesse paure soprattutto a livello fisico. Purtroppo molto spesso il personale medico risulta incapace di riconoscere i sintomi, anche se negli ultimi anni la situazione sta cambiando. Il primo passo per uscire dal problema è infatti una buona diagnosi, il secondo è sottoporsi ad una terapia di tipo cognitivo- comportamentale, un programma efficace per cambiare il modo di sentire e provare emozioni e paure, per rendersi conto che quelle certezze in cui tanto confidiamo non sono altro che bugie.

MARIA,  43 ANNI, INSEGNANTE

  1. “Ho una nipote che soffre di attacchi di panico, è terrorizzata soprattutto dal battito accelerato del cuore che le fa credere che stia sul punto di morire. Anch’io credo di soffrire di attacchi di panico, ma, ciò che mi angoscia non è il battito accelerato del mio cuore, è tutto in generale e questo atteggiamento deve assolutamente essere modificato. Mi succede sempre quando leggo qualcosa o guardo la tv, mi immedesimo in ciò che leggo e comincio a credere che si tratti di me. Sono ossessionata dal pensiero di avere un cancro o l’aids, non riesco più a controllare i miei pensieri. Non ho parlato con nessuno di questo, perché mi è stato rimproverato di essere ipocondriaca. Si tratta di attacchi di panico o sono effettivamente ipocondriaca?

Si tratta di panico. La maggior parte delle persone che hanno i sintomi dell’attacco di panico, se ne rendono conto solo durante il trattamento. Quando il malato realizza che i sintomi fanno percepire in modo alterato la realtà, e riesce in qualche modo a controllare la situazione, allora si è già sulla strada della guarigione.

ANTONIO, 55 ANNI, GEOMETRA

  1. “Ho speso tutti i risparmi di una vita per pagare visite mediche specialistiche, ora ne sto spendendo ancora presso studi psichiatrici, di psicologi e terapisti. Mi sento assolutamente meglio rispetto a prima, gli attacchi di panico sono meno frequenti, ma, l’ansia è la stessa di prima e credo possa anche peggiorare. Che cosa posso fare?”

Non bisogna concentrarsi in modo ossessivo sul terapeuta e poi, sono questi specializzati in disturbi di attacchi di panico? Bisogna accertarsi che veramente la maggior parte di queste persone soffra di attacchi di panico e che non sia invece il terapista che lo vuol vedere in ogni paziente che bussa alla sua porta.

Molto spesso il problema dell’ansia è connesso con altri problemi di tipo mentale. Non c’è possibilità di spiegare ad una persona che non ho mai provato il disturbo di attacco di panico, in cosa consista, ne si può comprendere leggendo dei libri; solo dei medici specializzati o centri di ricovero possono aiutare a risolvere il problema. Se il terapista non riconosce i sintomi e non sa di cosa si stia parlando, come può aiutare i malati?
 

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Viale Mazzini, 76 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 © 2016 Frontier Theme