Migliore cura per l’ansia

La ricerca medica degli anni ’80 e gli studi sui disturbi d’ansia, hanno fatto emergere e ottenere presto grandi riconoscimenti, alla terapia cognitivo-comportamentale. Ma anche se il termine è diventato noto, pochi sanno che la terapia varia a seconda dei disturbi mentali. Ad esempio la terapia per la cura della depressione è di diversa natura rispetto a quella usata per l’ansia sociale, perché è il problema ad essere diverso. Così la terapia comportamentale è sempre attiva, strutturata, ma impiega modi diversi di risoluzione a seconda del problema in questione. Non esistono due, tre metodi per risolvere i problemi di salute mentale, ma una miriade a seconda anche del paziente, risulta così evidente che tali tecniche non sono universalmente applicabili. Una questione spinosa per i professionisti è capire bene cosa si va a fare e in che modo. Sono tutti davvero capaci di lavorare nel modo migliore? Poiché ogni problema è diverso dall’altro e poiché il paziente risponde in modo diverso a metodi e strategie, il professionista deve consapevolmente guidare il paziente e aiutarlo a superare il disturbo d’ansia. A volte capita che i pazienti seguano la terapia, ma che non ne traggano nessun beneficio: perché? La risposta è un’altra domanda: avete ricevuta adeguata terapia cognitiva e comportamentale? Ciò porta alla domanda: cos’è la terapia comportamentale globale? E in che modo si differenzia da quella tradizionale?

La risposta tradizionale è la ristrutturazione del pensiero, sostituendo ai pensieri irrazionali quelli razionali, di solito attraverso esercizi di respirazione e tecniche di rilassamento. Ristrutturazione cognitiva significa imparare a pensare razionalmente, sradicare i pensieri negativi attraverso dei passaggi specifici. Assolutamente non si può dire ad una persona che soffre d’ansia sociale, di smettere di fare pensieri negativi poiché la persona consciamente non vorrebbe farli, e se potesse smetterebbe. Bisogna usare tecniche specifiche per permettere al paziente di abbandonare quelle condotte negative e dare una risposta automatica a tali pensieri. Non servirà a nulla che il paziente ripeta a se stesso “Oggi sono felice”,poiché questa è una risposta irrazionale della mente nello stato in cui si trova. Pertanto enfatizzare un pensiero positivo nei pazienti con disturbo d’ansia, risulta inutile e dimostra soltanto che si necessita dell’aiuto di un buon terapeuta.

La mente umana non può lavorare incessantemente anche di notte per imparare le cose più velocemente, perciò è necessario capovolgere quei pensieri negativi automaticamente ma lentamente. Per fare questo, i pazienti, devono imparare a catturare i pensieri negativi e a renderli razionalmente neutrali, questo gradualmente porta a trasformare tali pensieri e a renderli più razionali. All’inizio tale processo è consapevole e via via diventa automatico.

La terapia cognitiva non è solo un processo di cambiamento di percezione, se così fosse non sarebbe adeguatamente efficace, così come non esiste un solo metodo di lavoro, ad esempio rilassarsi non è sufficiente. Quindi è compito del terapeuta individuare modi e metodi per consentire al paziente di controllare le proprie emozioni. Ci sono molti problemi che il paziente deve superare:

  • Bassa autostima;
  • Imbarazzo e senso di inadeguatezza;
  • Rabbia derivante da situazioni passate;
  • Perfezionismo;
  • Situazioni che creano ansia e dubbi.

Potremmo definire tutti questi atteggiamenti “credenze irrazionali”.

Ognuno di questi problemi deve essere risolto poiché influiscono non poco sulla condotta quotidiana dei pazienti. Il terapeuta, deve, individuare le strategie più efficaci in modo che tali problemi vengano affrontati e risolti. Ovviamente quelle citate non sono le uniche forme d’ansia, ce ne sono a bizzeffe. La chiave di lettura dei problemi d’ansia, è la persistenza del paziente, che s’impegna anche a casa, mettendo in pratica ciò che ha imparato in terapia. E’ fondamentale che il cervello recepisca queste soluzioni e le sostituisca con le credenze irrazionali,  altrimenti detto, i neuroni devono poter assorbire la terapia cognitiva, questo apprendimento ripetuto, permette un cambiamento duraturo, e quindi, la scomparsa dell’ansia sociale. Queste sono le informazioni basilari, serve, poi, la padronanza di tali concetti e un buon programma terapeutico. E’ necessario comprendere fino in fondo cosa s’intende per ansia sociale, per poterla curare, non è sufficiente tenere un diario o modificare quelle credenze irrazionali per porre fine alla malattia.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Viale Mazzini, 76 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 © 2016 Frontier Theme