Terapia cognitiva dell’ansia

terapia cognitiva ansia

IL MIGLIOR MODO PER CURARE L’ANSIA: La terapia cognitiva dell’ansia

La terapia cognitivo-comportamentale è una linea di psicoterapia breve; essa abbraccia una serie di tecniche e strategie terapeutiche al fine di cambiare i modelli di pensiero.
Il metodo può durare da tre a sei mesi e si lavora per creare strategie utili ad affrontare la sofferenza. La prima cosa che il terapeuta fa, è incoraggiare il paziente a comprendere i propri problemi e quindi ad assimilare nuovi modi per affrontarli.
La terapia cognitivo-comportamentale reinterpreta gli elementi che generano le emozioni negative; il suo principio di base per la proposizione, non è la situazione che determina le emozioni e il comportamento del paziente , ma le sue cognizioni o interpretazioni di questa situazione, che riflettono modi idiosincratici di elaborazione delle informazioni.
Sulla base di questo principio, la terapia cognitiva cerca la ristrutturazione cognitiva, partendo da una concettualizzazione cognitiva dei pazienti e dei loro problemi.
La ristrutturazione cognitiva si riporta ai sistemi di ristrutturazione e al sistema di credenze del paziente attraverso un intervento clinico, che, tra le altre tecniche, adopera l’interrogatorio socratico per sfidare schemi e credenze disfunzionali.
Cinque punti per l’inizio della psicoterapia:
• ambiente / situazione in cui il problema si verifica, es: al lavoro; la morte del padre;
• promozione.Pensando / Sentirsi, es: sono un buono a nulla; sono un fallimento;
• emozioni, es: tristezza; irritabilità; senso di colpa; panico;
• reazione fisica, es: sudore; stanchezza; insonnia; battito accelerato;
• comportamento, es:evitare di vedere gli amici, di prendere l’autobus…

I sentimenti sono il risultato dei vostri pensieri, ogni volta che si verifica uno stato d’animo c’è un pensiero ad esso correlato che aiuta a definire questo stato d’animo.
E ‘ molto importante riuscire ad identificare a cosa si sta pensando, perché questo ci porta alle credenze.
Diverse credenze portano a diversi stati d’animo, ad es: perdere il posto di lavoro, ‘può essere inteso come un fallimento e precludere la possibilità di ottenere un lavoro migliore.
Il pensiero positivo è la soluzione? No, se cerchiamo di avere solo pensieri positivi, non possiamo cogliere segni significativi.
La terapia cognitivo-comportamentale si propone di rivolgere lo sguardo al problema da molti punti di vista diversi, positivo, negativo e neutro prima di arrivare a conclusioni e soluzioni.
La soluzione è quella di sviluppare pensieri alternativi, cioè pensare in maniera più flessibile; un pensiero alternativo nasce da un ingrandimento di se stessi o della situazione in cui vi trovate. Spesso è più positivo del pensiero automatico, ma non è la semplice sostituzione di un pensiero positivo, perché il pensiero semplicemente positivo tende a fingere di non vedere le informazioni negative. Con ulteriori informazioni, la percezione cambierà e come risultato si avranno nuovi sentimenti e comportamenti. Ecco alcune opzioni per questo tipo di terapia:

• Biblioterapia.
• Registrazione dei pensieri disfunzionali e ristrutturazione cognitiva.
• Costruzione di gerarchie, come l’intensità di ansia o depressione per esempio, da 0 a 10.
• Desensibilizzazione sistematica: il paziente viene messo a poco a poco di fronte a situazioni che producono paura.
• Esposizione a stimoli esterni.
• Esposizione assistita.
• Esibizione dal vivo.
• Metodi cognitivi per ridurre l’ansia.
• Ristrutturazione cognitiva.
• Superamento del sentimento di evitamento.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Via Magenta, 64 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 - 0833 501735 - Part. IVA 03548820756 © 2017 Frontier Theme