Cosa sono gli attacchi di panico

COSA SONO GLI ATTACCHI DI PANICO:

Un è un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I includono , respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), , sensazione di o asfissia. La manifestazione è significativamente diversa da quanto avviene negli altri tipi di disturbi di , in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debilitanti. Un episodio è spesso categorizzato come un circolo vizioso dove i mentali accrescono i fisici, e viceversa.

La maggior parte delle persone che ha un attacco, poi ne ha altri in seguito. Se una persona ha attacchi ripetuti, oppure sente una forte riguardo alla possibilità di avere un altro attacco, allora si dice che ha un “ da ” o DAP.

La maggior parte delle persone che soffre di riferisce paura di morire, di “impazzire” o perdere il controllo su emozioni e comportamento. L’esperienza generalmente provoca un forte bisogno di evitare o scappare dal posto in cui comincia l’attacco (risposta “fight or flight”) e, quando è associata a dolori al petto, e respiro affannoso, porta a cercare presso servizi sanitari d’emergenza.

L’ si distingue da altre forme di dall’intensità e la sua natura improvvisa ed episodica. Gli sono spesso esperiti dalle persone che soffrono di disturbi d’, , claustrofobia, , ipocondria e altre condizioni psicologiche che comprendono l’, sebbene gli non siano sempre indicativi di un mentale.

Fino al 10% di persone altrimenti sane esperiscono un isolato ogni anno, e negli Stati Uniti una persona su sessanta soffre di di . Le persone con fobie esperiscono , spesso come risultato diretto dell’esposizione al loro elemento scatenante. Questi sono di solito brevi e si attenuano rapidamente una volta che è stato evitato l’elemento scatenante. In condizioni di cronica un può spesso finire in un altro, portando ad un esaurimento nervoso nel giro di pochi giorni e a comportamenti di evitamento. Quando si instaura una sindrome da l’elemento predominante che si impadronisce del soggetto affetto è “la paura della paura”. Infatti quasi sempre, tra un attacco e l’altro l’individuo vive nel terrore che si possa ripetere l’. Secondo qualcuno, coloro che soffrono di Disturbo di Panico portano in sé una forma di depressione reattiva cioè dovuta alla condizione in essere. Alcune ricerche sull’eziologia del sono indirizzate, dalle neuroscienze, verso una base biogenetica: la mancata ricaptazione della serotonina (neurotrasmettitore delle sinapsi chimiche) sembrerebbe essere fra le di . È stato chiamato in causa il gene numero 5 preposto al controllo della serotonina. Per chi soffre del , un aspetto importante per avere padronanza sugli sarebbe il saper riconoscere variazioni ordinarie: molte volte variazioni fisiologiche normali del nostro organismo possono indurre in questi pazienti. Per esempio lo sbalzo termico che il nostro corpo può avere spostandosi da un ambiente più aerato ad uno più chiuso; oppure una palpitazione del nervo vago dovuta al sistema vegetativo, o altro come, a volte succede, sentirsi la famosa testa vuota, confusa. Anche elementi percettivi possono far scaturire nelle persone predisposte dei veri e propri come ad esempio la variazione della luce. Secondo l’approccio - imparare a riconoscere questi aspetti normalissimi possiamo cominciare già in un certo qual modo tenere a bada un improvviso .

SINTOMI DEGLI ATTACCHI DI PANICO

I di un appaiono improvvisamente, senza alcuna causa apparente. Possono includere:

    * Aumento della frequenza cardiaca o palpitazioni

    * Aumento della pressione arteriosa a valori molto elevati

    * Cefalea

    * Confusione mentale (difficoltà nell’organizzare pensieri e/o seguire un discorso correttamente)

    * Sudorazione

    * Dolori al petto/braccio sinistro

    * Vertigini, stordimento, nausea, conati di vomito, senso di sbandamento

    * Difficoltà di respirazione (dispnea), affanno

    * Formicolio o intorpidimento alle mani, al viso, ai piedi o alla bocca

    * Grida ed urla strazianti

    * Incapacità di comunicare a voce

    * Nodo alla gola

    * Rossore al viso e al petto o brividi

    * Sensazioni di sogno o distorsione percettiva (derealizzazione)

    * Dissociazione, percezione che non si è connessi al corpo o perfino che si è disconnessi dal tempo e dallo spazio (depersonalizzazione) o ci ai sente come un automa

    * Terrore, una sensazione che qualcosa di inimmaginabilmente orribile sta per succedere e si è impotenti per prevenirlo

    * Parti distali fredde e sudate (mani e piedi)

    * Paura di perdere il controllo e fare qualcosa di imbarazzante o di diventare matti

    * Paura di morire

    * Paura e sensazione di svenire

    * Sensazione di morte imminente

    * Sensazione di lingua e bocca asciutta

    * Sapore metallico in bocca

    * Tendenza all’elaborazione ipocondriaca (timore di essere vittima di un male oscuro)

    * Tremori fini o a scatti

    * Vampate di calore o brividi di freddo

    * Pianto

    * Sensazioni di rivissuto (deja-vu)

 

Un tipicamente dura dai 10 Ai 15 minuti, ci sono casi però in cui possono durare anche molto di più dalle due alle tre ore e possono susseguirsi più attacchi consecutivi.

 

Possono presentarsi i cosiddetti “campanelli d’allarme” che includono una sensazione d’, agitazione lieve/media, sensazione di paura che capiti qualcosa di disastroso, affanno, respirazione corta e confusione mentale.

 

Spesso i variano da un attacco all’altro, tendenzialmente un non ha uno schema preciso,dipende da molte varianti e questo può trarre in inganno il paziente che ne soffre portandolo a non riconoscere immediatamente un ,tendenzialmente si scatena sulla paura più grave,anche se inconscia (per esempio se si teme un attacco di cuore,allora l’attacco comprenderà dolori al torace e al braccio sinistro).

 

In ogni caso l’ ha tendenzialmente questi: per primo arriva l’improvviso inizio di una paura con poco o nessuno stimolo. Questo porta al rilascio di adrenalina (epinefrina) che causa la cosiddetta risposta “combatti o fuggi”, per cui il corpo si prepara ad un’attività fisica importante. Questo porta a sua volta ad una frequenza cardiaca accresciuta (), respirazione rapida (iperventilazione) e (che aumenta la presa e aiuta la perdita di calore). Siccome l’attività vigorosa succede raramente, l’iperventilazione porta ad abbassare i livelli di anidride carbonica nei polmoni e quindi nel sangue. Questo porta al cambiamento di pH del sangue che a sua volta porta ad altri, come formicolio o intorpidimento, vertigini e stordimento ed infine gli organi rilasciano il sangue da pompare nei muscoli per sopportare meglio un pericolo imminente (questo spesso porta a misurazioni pressorie erronee in quanto per l’appunto c’è un maggiore flusso di sangue nei arti). Da parte di qualcuno è anche possibile sentire di non essere in grado di trattenere l’aria che si respira, e di conseguenza cominciare a respirare più profondamente: anche questo fa decrescere i livelli di anidride carbonica nel sangue.

Chiunque si iperventila per un breve periodo di tempo può mostrare questi. Per le persone sofferenti di che sanno questo, questi sono visti spesso come prova ulteriore di quanto sia seria la loro condizione. Un circolo vizioso di rilascio di adrenalina alimenta e peggiora i fisici e lo psicologico ma va ricordato che il soggetto colpito non è assolutamente in pericolo di vita.

Attacchi di e Pronto Soccorso

Spesso chi viene colpito da un ,specialmente se è il primo,si rivolge al Pronto Soccorso i quali spesso non sono preparati a tali eventi perchè considerate malattie psicologiche e quindi prese molto alla leggera,dopo dei esami come un Elettrocardiogramma ECG,analisi del sangue e controllo della saturazione di ossigeno nel sangue che risultano negativi a patologie gravi,vengono dimessi dicendo che non hanno nulla. In realtà il soggetto colpito soffre enormemente ed è spesso delibitante sentirsi dire che non hanno nulla in quanto invece è un vero che va curato in modo appropriato e non liquidato come se il soggetto se lo fosse inventato. L’ è una patologia che dev’essere trattato in ambito ospedaliero come sintomatologia ed alla fine curato tramite dei specialisti.

Fobie provocate

 

Le persone che hanno avuto un , per esempio mentre stavano guidando, facendo shopping in un negozio affollato o stando in ascensore, possono sviluppare paure irrazionali, chiamate fobie, riguardo alle situazioni e cominciare ad evitarle. Alla fine, lo schema di evitamento e il livello di riguardo ad un altro attacco possono raggiungere il punto in cui individui con di possono essere incapaci di guidare o perfino di mettere un piede fuori casa. A questo stadio, si dice che la persona ha un di con . Quindi il di può avere un serio impatto sulla vita quotidiana di una persona come altre patologie più gravi. A volte coloro i quali soffrono di di sviluppano : le situazioni sociali possono scatenare attacchi e guidare può risultare impossibile. Questo può essere uno degli effetti collaterali più dannosi del di , in quanto può impedire ai malati di cercare la in prima battuta.

Occorrenza

 

 

Il di può continuare per mesi o anni, a seconda di come e quando si cerca la . Se viene lasciato non curato può peggiorare fino al punto in cui la vita della persona è influenzata gravemente dagli e dai tentavi di evitarli o di nasconderli. Di fatto, molte persone hanno avuto problemi con gli amici e la famiglia o con la perdita del lavoro mentre si affannavano a lottare con il di . Di solito non passa a meno che la persona riceva cure progettate specificatamente per aiutare persone con il di .

 

Per le persone che cercano cure efficaci dall’esordio del , la maggior parte dei può scomparire in poche settimane, con nessun effetto negativo permanente dopo che la è completata.

Auto

 

Se sentite alcuni dei sopra elencati e sentite che state per avere un attacco, sospendente qualsiasi cosa fate,cercate di stare tranquilli e se i non regrediscono e si sviluppa l’, può essere d’ ispirare lentamente con il naso ed espirare con la bocca (come se si stesse raffreddando un cucchiaio di minestra soffiando), muoversi camminando (aiuta a scaricare l’adrenalina); è sconsigliato sdraiarsi perché il corpo non riesce a smaltire l’adrenalina, prolungando così l’. Può essere utile avere una persona accanto con cui parlare o chiamare qualcuno: la cosa fondamentale è distrarsi allo scopo di allievare i. Ad ogni buon conto, se non siete sicuri che si tratti di un o sentite per la prima volta questi, è bene rivolgersi a un medico o farsi portare in un pronto soccorso per accertamenti medici.

  degli

Il di è reale e potenzialmente debilitante, ma può essere controllato con cure specifiche. A causa dei che accompagnano il di , può essere scambiato erroneamente per una cardiopatia o altre malattie mediche pericolose. Questo malinteso spesso aggrava o scatena attacchi futuri nelle persone disinformate. Spesso le persone vanno al pronto soccorso quando hanno un , e possono essere fatti test medici completi per escludere queste altre condizioni di salute.

Altri spesso cercano di rassicurare le persone che hanno un che non sono in un grande pericolo. Espressioni del tipo “niente di serio”, “tutto nella tua testa” o “niente di cui preoccuparsi” possono dare l’impressione che non vi è alcun problema reale e che la non sia possibile oppure non sia necessaria. Comunque, mentre i e la serietà del di è molto reale, la sensazione del o del morire che accompagnano molti sono esagerate. Una notizia importante che molti medici danno a chi soffre di di è che mentre il corpo è sotto l’effetto di un attacco, non si è in pericolo di vita, nonostante la percezione di morte imminente sembri molto reale.

Psicoterapie appropriate condotte da un professionista possono ridurre o prevenire gli nel 70-90% di persone con di . La maggior parte dei pazienti mostrano un significativo progresso dopo poche settimane di . Se si è scelta una breve, possono capitare delle ricadute, ma spesso tali ricadute possono essere trattate come l’episodio iniziale.

In molti casi, un miglioramento significativo può essere già visto nelle prime settimane di .

Oltre a tutto il resto, in alcuni casi le persone che soffrono di di possono avere bisogno di cure per altri problemi. La depressione clinica viene spesso associata con il di , così come l’alcolismo e l’abuso di sostanze. Circa il 30% delle persone che soffrono di di fanno uso di alcol e il 17% fanno uso di sostanze come cocaina o marijuana per alleviare l’angoscia e lo causati dalla propria condizione. Se viene intrapreso un percorso di breve spetta al paziente la scelta di lavorare su altri concomitanti il problema degli Attacchi di e in questo caso il clinico dovrebbe occuparsi solo di quello che risulta più invalidante per il soggetto in quel momento; secondo questa prospettiva ci si aspetta che, una volta superato efficacemente il problema principale, la persona sperimenti un innalzamento del suo tono d’umore che si rifletterà positivamente in altri ambiti della vita.

Come spesso accade per tutte le forme strettamente correlate ai disturbi d’, parte dei soggetti che soffrono del da , trovano nell’abuso di alcol un momentaneo apparente sollievo. Questa forma di “autocura” è in realtà responsabile, oltre ai rischi correlati all’abuso di alcolici, dell’acutizzarsi degli episodi di , tanto nella frequenza quanto nell’intensità oltre ad un generale peggioramento del quadro clinico. L’abuso di alcol, come quello di sostanze, è pertanto assolutamente da evitare.

Come per molti altri disturbi, avere una struttura di supporto o una famiglia e amici che sanno come affrontare la situazione può aiutare ad aumentare la rapidità di guarigione; ecco perché l’intervento può comprendere i famigliari o il partner del paziente. Meno indicati (nonostante la loro larga diffusione) i gruppi di auto/mutuo , nei quali spesso il sintomo viene amplificato dalla risonanza emotiva costituita dagli altri pazienti. Per questo motivo, i gruppi auto/mutuo dovrebbero essere sempre accompagnati o monitorati da psicoterapeuti esperti.

Cause degli

Spesso i primi attacchi sono scatenati da una malattia fisica, uno severo o alcuni . Alcune persone che tendono a prendersi troppe responsabilità possono sviluppare la tendenza a soffrire di . Anche i pazienti con DPTS mostrano una maggiore frequenza di di rispetto alla popolazione generale. Le esatte del da sono ancora in fase di studio.  Alcuni attribuiscono il alla scarsa autonomia dell’Io e quindi, in un certo senso, alla sua debolezza. La dipendenza dell’Io farebbe sì che l’individuo soggetto agli attacchi abbia un'”Intenzionalità” (Husserl) praticamente assente che lo costringerebbe a dipendere dagli altri. Quando questo si rivela troppo distante o addirittura in opposizione al proprio “Desiderio” profondo e autentico, si scatena la crisi. In questa direzione interpretativa, si individua un conflitto fra bisogno di appartenenza/integrazione (la dipendenza dell’Io) e bisogno di opposizione/individuazione (la tensione dell’Io verso l’autonomia morale e decisionale). L’ sorge allo scopo di reprimere l’istanza autonomizzante, che attaccando il legame di dipendenza ingenera la paura. In questo senso, la manifestazione somatica del (registrata dalle tecniche di neuroimaging e dai rilievi neuroendocrini) rappresenta l’interfaccia del pattern emozionale. In senso filosofico, occorre recuperare la distinzione di Husserl fra “corpo anatomico” e “corpo intenzionato”. In questa direzione interpretativa l’intenzionalità entra in conflitto con l’adattamento alla realtà ambientale, tale da produrre la “crisi” nelle certezze e lo squilibrio registrato dal corpo anatomico.

Studi condotti su animali ed umani si sono concentrati nel localizzare le aree specifiche del cervello che sono coinvolte nei disturbi di come il di . La paura, un’emozione che si è evoluta per affrontare il pericolo, causa un’automatica, rapida risposta protettiva, che avviene senza il bisogno di pensiero cosciente.. È stato scoperto che la risposta di paura è coordinata da una piccola ma complicata struttura all’interno del cervello, chiamata amigdala.

Anche l’ipoglicemia può causare . In questa condizione i recettori dell’insulina non rispondono in maniera appropriata all’insulina, interferendo con il trasporto di glucosio attraverso le membrane delle cellule. Il cervello dipende da un rifornimento sostenuto di glucosio, la sua unica fonte di energia. Quando si verifica una caduta improvvisa dei livelli di zucchero nel sangue, il cervello manda un segnale ormonale alle ghiandole adrenergiche per produrre adrenalina. Questo ormone agisce innalzando il livello di zuccheri nel sangue convertendo il glicogeno in glucosio, perciò prevenendo la mancanza di energia al cervello, ma è anche un ormone del che è responsabile degli attacchi di paura.[senza fonte]

Anche problematiche relative alla tiroide, specialmente in casi di gozzo, portano frequentemente il soggetto che ne soffre ad avere . Anche la semplice familiarità con problemi tiroidei (avere parenti che hanno sofferto o soffrono di un legato alla tiroide) può essere ricollegabile ad del paziente.[senza fonte]

Il tabagismo favorisce gli .

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Via Magenta, 64 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 - 0833 501735 - Part. IVA 03548820756 © 2017 Frontier Theme