Curare l’ansia

curare ansia

CURARE L’ANSIA

L’ è uno stato psichico, prevalentemente cosciente, di un individuo caratterizzato da una sensazione di paura, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa o meno ad uno stimolo specifico immediatamente individuabile (interno od esterno) ovvero dunque una mancata risposta di adattamento dell’organismo ad una qualunque determinata e soggettiva fonte di per l’individuo stesso.

Caratteristiche dell’

L’ è una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto, nausea, interno. Può esistere come cerebrale primario oppure può essere associata ad altri problemi medici, inclusi altri disturbi psichiatrici. I segni somatici sono dunque una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo “combatti o fuggi”.

Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore.

La distinzione con il termine angoscia appartiene solo alle lingue di origine latina, infatti in inglese il termine usato sia per e sia per angoscia è “anxiety”, in tedesco “Angst”.

L’ sembra avere varie componenti di cui una , una somatica, una emotiva e una

* La componente comporta aspettative di un pericolo diffuso e incerto.

* Dal punto di vista somatico, il corpo prepara l’organismo ad affrontare la minaccia (una reazione d’emergenza): la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono. Esternamente i segni somatici dell’ possono includere pallore della pelle, sudore, e dilatazione pupillare.

* Dal punto di vista emotivo, l’ causa un senso di terrore o , nausea e brividi.

* Dal punto di vista , si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all’evitare la fonte dell’. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento che sono i più estremi nei disturbi d’. In ogni caso l’ non sempre è patologica o non-adattiva: è un’emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza.

Funzioni e disturbi dell’

Si pensa che i circuiti neurali che coinvolgono l’amigdala e l’ippocampo soggiacciano all’ (Rosen & Schulkin, 1998). Quando i soggetti vengono sottoposti a stimoli spiacevoli e potenzialmente dannosi come odori o gusti ripugnanti, le scansioni PET eseguite su di loro mostrano flussi sanguigni aumentati nell’amigdala (Zald & Pardo, 1997; Zald, Hagen & Pardo, 2002). In questi studi, i partecipanti riportarono anche un’ moderata. Questo potrebbe indicare che l’ sia un meccanismo protettivo progettato per prevenire comportamenti potenzialmente dannosi per l’organismo come nutrirsi di cibo avariato.

Se invece l’ ricorre cronicamente ed ha un forte impatto sulla vita di una persona si può allora diagnosticare un d’. I più comuni sono il d’ (DAG), il di (DP), la , le fobie specifiche, il - (DOC) e il post-traumatico da (DPTS).

Diagnosi dell’

Una buona anamnesi e una visita specialistica sono essenziali per la diagnosi iniziale di qualunque d’ per poter escludere qualunque condizione medica trattabile che potrebbe provocare gli stessi dell’. Una storia familiare di disturbi d’ o altre malattie psichiatriche rafforza la probabilità di un d’. Siccome vi è una forte associazione dell’ con altri problemi psichiatrici, compresi l’abuso di sostanze e la depressione, la visita medica dovrebbe comprendere il controllo della presenza di uso di droghe iniettate intravena e precedenti episodi di autolesionismo.

Disturbi d’

Disturbo di

Il d’ è un cronico comune che interessa due donne per ogni uomo colpito e può portare ad una menomazione considerevole (Brawman-Mintzer & Lydiard, 1996, 1997). Come implica il nome, il di è caratterizzato da una durevole che non è concentrata su un particolare oggetto o situazione. In altre parole è aspecifica o fluttuante. Le persone che hanno questo si sentono di temere qualcosa ma sono incapaci di esprimere specificatamente di che paura si tratti. Temono costantemente e trovano molto difficile controllare le loro preoccupazioni. A causa della tensione muscolare persistente e le reazioni autonomiche alla paura, possono sviluppare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia. Questi disturbi fisici, combinati alla intensa di lunga durata, rendono difficile il compito di affrontare le normali attività quotidiane.

Disturbo di

Con il di , una persona soffre di brevi attacchi di terrore e apprensione intensi che causano e scosse, vertigini e difficoltà respiratorie. Chi è spesso colpito da improvvisi accessi di intensa potrebbe essere afflitto da questo . L’APA, cioè American Psychiatric Association (2000), definisce l’ come una paura o disagio che incomincia bruscamente e ha il suo picco in 10 minuti o meno.

Sebbene gli qualche volta sembrino venire fuori dal nulla, generalmente capitano dopo esperienze spaventose, prolungato o perfino dopo esercizio fisico. Molte persone che hanno (specialmente il primo) pensano di avere avuto un attacco di cuore e spesso finiscono dal loro medico o al pronto soccorso. Perfino se tutti gli esami risultano nella norma, le persone si preoccupano ancora, con le manifestazioni fisiche dell’ che da sole rinforzano il loro timore che ci sia qualcosa che non vada per il verso giusto nel corpo. La consapevolezza estrema di qualunque piccola cosa che capita o che cambia nel corpo può produrre dei momenti stressanti.

I normali cambiamenti nella frequenza cardiaca, come quando si sale una rampa di scale verrà notata da un paziente di di e lo porterà a pensare che qualcosa non va con il cuore o che sta per avere un altro . Qualcuno comincia a preoccuparsi eccessivamente e lascia perfino il lavoro o si rifiuta di uscire da casa. Il di può essere diagnosticato quando diversi attacchi apparentemente spontanei portano l’individuo ad essere preoccupato sui futuri attacchi. Una complicazione comune del di è l’, riguardo l’essere in una situazione da cui la via d’uscita è difficile o imbarazzante.

Altre fobie di larga diffusione sono la claustrofobia, ossia la paura dei luoghi e delle situazioni chiuse, e l’ipocondria, la paura di ammalarsi e/o di morire.

Fobia

Questa categoria riguarda una forte e irrazionale paura ed evitamento di un oggetto o situazione. La persona sa che la paura è irrazionale tuttavia l’ rimane. Il fobico differisce dal di e dal da perché vi è uno stimolo o situazione specifici che elicita una forte risposta di paura. Si immagini come ci si sentirebbe ad essere talmente spaventati da un ragno da tentare di saltare fuori da un’auto in corsa per fuggire via da esso. Questo mostra cosa potrebbe sentire una persona che soffre di una .

Le persone che hanno una , hanno anche un’immaginazione particolarmente potente, tanto che anticipano vividamente conseguenze terrificanti nel caso in cui incontrassero oggetti come coltelli, ponti, sangue, posti chiusi o certi animali. Questi individui riconoscono che le loro paure sono eccessive e irragionevoli ma sono generalmente incapaci di controllare la loro . Oltre alle fobie specifiche, come la paura dei coltelli, ratti o ragni, vi è un altro tipo di , conosciuta con il nome di . Gli individui con questo sperimentano una paura intensa di essere valutati negativamente dagli altri o di essere imbarazzati in pubblico a causa di atti impulsivi.

Quasi tutti sperimentano la “paura del palcoscenico” quando parlano o si esibiscono di fronte ad un gruppo. Ma le persone che soffrono di diventano così ansiosi che la performance è fuori questione. Di fatto, la loro paura del giudizio pubblico e la potenziale umiliazione diventa così pervasiva che la vita normale è impossibile (den Boer 2000; Margolis & Swartz, 2001). Un’altra forma di è la “timidezza d’amore” o “ da ” che colpisce alcuni uomini. Le persone colpite si trovano incapaci di cominciare una relazione intima adulta (Gilmartin 1987).

Disturbo -

Il - è un d’ caratterizzato da e/o compulsioni. Le sono pensieri o immagini angoscianti e ripetitivi che l’individuo spesso realizza essere senza senso. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi che la persona si sente costretta a compiere per alleviare l’. Un esempio sarebbe l’ossessione di pulizia estrema e la paura di contaminazione che può portare alla compulsione di lavarsi le mani centinaia di volte al giorno. Un altro esempio può essere l’ossessione che la propria porta sia non chiusa a chiave, che può portare al costante controllare e ricontrollare le porte.

Trattamento e dell’

La d’elezione per l’ consiste nella basata su tecniche cognitive e comportamentali. Una combinazione delle due può essere più efficace di una delle due presa da sola. Nondimeno, essendo l’ la manifestazione emergente di conflitti psicologici più o meno consapevoli, la d’elezione può essere una che indaghi tali conflitti e li metta sotto il controllo della coscienza. In questo senso si mostrano particolarmente adeguate le psicoterapie psicodinamiche.

Terapia farmacologica

I acuti dell’ sono spesso controllati con come le . Il diazepam (valium) era uno dei primi di questo tipo. Oggi vediamo una vasta serie di “anti-” che sono basati su , sebbene solo due sono state approvate per gli , Klonopin e Xanax. Tutte le provocano assuefazione e l’uso prolungato dovrebbe essere attentamente monitorato da un medico. È molto importante che una volta messo a regime l’uso regolare di , l’utente non interrompa la bruscamente.

Alcuni dei SSRI (selective serotonin reuptake inhibitors) sono stati usati con vari gradi di successo per pazienti che hanno cronica, i migliori risultati si sono visti con quelli che esibiscono di depressione clinica e contemporaneamente un di . I beta-bloccanti vengono anche usati per i somatici associati con l’, specialmente l’insicurezza.

Molti studiosi credono che le e altri anti- siano eccessivamente prescritti e portino potenzialmente assuefazione. Il fatto che la classe delle porti dipendenza diventò chiaro nella metà degli anni sessanta, quando il Valium (diazepam, la prima benzodiazepina approvata dalla Food and Drug Administration), portò rapidamente migliaia di persone a sviluppare i classici della dipendenza quando veniva usato costantemente per più di una settimana o due.

- dell’

La - è una delle più diffuse psicoterapie fra le psicoterapie brevi per la dell’. L’obiettivo del terapeuta - è di ridurre il comportamento di evitamento ed aiutare il paziente a sviluppare abilità di coping (fronteggiare le situazioni). Questo può comportare:

* Sfidare credenze false o auto-lesionistiche

* Sviluppare l’abilità di parlare a sé stessi in modo positivo (self-talk positivo)

* Sviluppare la sostituzione di pensieri negativi

* Desensibilizzazione sistematica (usata principalmente per l’ e le fobie specifiche)

* Fornire conoscenza al paziente che lo aiuterà a fronteggiare le situazioni (per esempio se qualcuno soffre di , gioverà l’informazione che le palpitazioni in se stesse, anche se rapide e prolungate sono del tutto innocue).

Bisognerebbe notare che, al contrario delle prescrizioni mediche, l’efficacia della - dipende da vari fattori soggettivi come la competenza del terapeuta. Oltre alla convenzionale, vi sono dei programmi -comportamentali che i pazienti possono svolgere a casa come parte della loro .

È stato dimostrato che la è più efficace di ogni altro tipo di da sola nell’alleviare i disturbi dell’ e ridurre le sue conseguenze sull’organismo.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Via Magenta, 64 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 - 0833 501735 - Part. IVA 03548820756 © 2017 Frontier Theme