Sintomi dell’ansia sociale

Quali sono i dell’ e come riconoscere il

Solo perché di tanto in tanto ci si sente nervosi in situazioni sociali non significa che si soffra di  un d’ e , molte persone sono solo timide. Il d’ , d’altra parte, non interferisce con la normale routine.
Ad esempio, è perfettamente normale sentirsi  nervosi prima di tenere un discorso in pubblico, ma se si ha un   d’ o , ci si potrebbe preoccupare per settimane prima dell’evento,  o iniziare a tremare, a stare così male durante il discorso che si può a malapena a parlare.
Sintomi emotivi:

    * Eccessivo autocoscienza  dell’, in situazioni sociali quotidiane
    * Preoccupazione intensa per giorni, settimane o addirittura mesi prima di una situazione
    * Estrema paura di essere osservato o giudicato dagli altri
    * La paura di agire in modo da creare imbarazzo o umiliazione
    * Paura che gli altri notino che sei nervoso

 Sintomi fisici:

    * Arrossire
    * Difficoltà nella respirazione
    * Disturbi di stomaco, nausea
    * Tremore o agitazione (compresa la voce tremante)
    *  Senso di oppressione nel petto
    * Sudorazione o vampate di calore
    * Sensazione di vertigini o svenimento

Sintomi comportamentali:

    * Evitare situazioni sociali in una misura che limita le normali attività o sconvolge la vita
    * Stare tranquilli o nascondere il disagio, in modo da sfuggire all’attenzione e all’imbarazzo
    *  Necessità di non trovarsi mai soli in luoghi pubblici
    * Bere prima di situazioni sociali, al fine di calmare i nervi

Ci sono molti di , esso è un d’ caratterizzato da intensa paura e nelle situazioni sociali, che si verificano sia in previsione che durante la situazione temuta.
Una persona che sperimenta tre dei seguenti è probabile che soffra di , ma l’elenco dovrebbe essere considerato una guida informativa, non uno strumento per la diagnosi, solo un professionista della salute mentale può fare una diagnosi accurata.
I sono divisi in tre gruppi: sintomi fisici,  sintomi cognitivi e tratti di personalità.

I fisici:
-La tendenza ad arrossire
-Tremore delle mani e dei piedi
-Mani sudate o freddo
 -Intensa
-Attacchi di (uno dei principali indicatori)
-Tensione muscolare
-Mancanza o difficoltà di respiro
-Dolore o pressione sul torace
-Diarrea
-Confusione
-Difficoltà nella vista

Sintomi cognitivi:
-La paura di essere giudicato o criticato
-Ansia o la paura di essere sotto i riflettori
-La paura di mostrare di disagio
-La convinzione che gli altri ti vedano come ansioso, debole, pazzo o stupido
-Paura di figure di autorità
-Ansia che è così forte da distruggere le attività quotidiane

Segni del in ambito emotivo e includono:

    * Intensa paura di interagire con gli estranei
    * Paura di situazioni in cui si può essere giudicati
    * Preoccuparsi che sia imbarazzante o umiliante per se stessi
    * Paura che gli altri si accorgano del disagio
    * Ansia che sconvolge la routine quotidiana, lavoro, scuola o altre attività
    * Evitare di fare le cose o di parlare alla gente per paura di imbarazzo
    * Evitare situazioni in cui si potrebbe essere al centro dell’attenzione
    * Difficoltà a parlare

 Segni fisici e sociali dei disturbi d’  includono:

    * Sudorazione
    * Tremore o agitazione
    * Battito cardiaco accelerato
    * Disturbi di stomaco
    * Nausea
    * Voce tremante
    * Tensione muscolare
    * Confusione
    * Diarrea
    * Le mani fredde e sudate

Tratti della personalità:
-Bassa fiducia in sé e scarsa autostima
-Avere modelli di pensiero negativi

      -Eccessiva sensibilità alle critiche

 DSM-IV DEFINIZIONE DEL DISTURBO D’ANSIA SOCIALE

Il Manuale Diagnostico e Statistico della American Psychiatric Association definisce attualmente il d’ nel modo seguente.
Si prega di notare che, mentre questa definizione di è la più definitiva e chiaramente approvata fino ad oggi, ci sono diversi potenziali problemi a causa di questa definizione.
L’attuale DSM-IV definisce il d’ come:

A. La paura persistente di una o più situazioni sociali o prestazionali nelle quali la persona è esposta a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri.

Le paure individuali che provocheranno situazioni che saranno imbarazzanti e umilianti.

B. L’esposizione alla situazione temuta quasi invariabilmente provoca l’, che può assumere la forma invalidante che può sfociare nell’ Attacco di Panico.

C. La persona riconosce che questa paura è eccessiva o irragionevole.

D. Le situazioni temute vengono evitate oppure sopportate con intensa e angoscia.

E. L’evitamento, l’ anticipatoria o il disagio nella situazione temuta o performance  interferiscono significativamente con la normale routine della persona, lavorativa scolastica, o con attività o relazioni sociali.

F. Negli individui di età inferiore ai 18 anni, la durata è di almeno 6 mesi.

G. La paura o l’evitamento non è dovuta a effetti fisiologici diretti di una sostanza (per esempio, droghe, ) o di una condizione medica generale, ma  meglio giustificati da un altro mentale …
 
Anche se questa definizione è chiaramente la definizione più precisa e definitiva ufficiale prodotta finora, il d’  è stato riconosciuto ufficialmente a partire dal 1980, e il problema non è stato risolto fino alla versione del 1987 del DSM. Pertanto, la definizione del da sta diventando più chiaro e preciso ad ogni edizione.

Questi sono i punti del DSM da rivedere:

1. Il linguaggio descrittivo è generalmente buono, ma potrebbe essere più diretto e preciso.

2. Il riferimento in “B” ad un “”, che è il nome di un d’ a parte, è confuso e può impedire che venga fatta una corretta diagnosi.

Ci sono delle differenze tra Disturbo di Panico (con o senza ) e Disturbo d’ .

3. Le persone con d’ possono manifestare attacchi di “” che sono vincolati dalla situazione, ma non si verificano attacchi di “”, che, per definizione, inizialmente precipitano il presagio di una emergenza medica (vale a dire, la paura di perdere il controllo, attacco di cuore, e morire, solo per citarne alcuni).
Ci deve essere una netta distinzione tra questi termini, perché come molti sono mal diagnosticati a causa dell’errato linguaggio utilizzato.

4. Studi demografici ed epidemiologici mostrano correlazioni tra i disturbi di salute e di malattie mentali. Tuttavia, la gente può mostrare di un , ma non provare il numero dei necessari perché possa  essere clinicamente diagnosticata la malattia.

  1. E ‘possibile che le persone abbiano “casi clinici” di entrambi i disturbi, di e d’ , come definito dal DSM-IV, in questi casi, che non sono comuni, è in genere il di che è il più fastidioso inizialmente e che deve essere trattato prima.
Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Via Magenta, 64 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 - 0833 501735 - Part. IVA 03548820756 © 2017 Frontier Theme